Ancelotti: "Era un genio, ha cambiato il mondo del calcio"

Carlo Ancelotti durante la conferenza "Mexico Siglo XXI" ha parlato della sua gloriosa carriera da allenatore: "Difficoltà? Le incontri ogni giorno".
Carlo Ancelotti ha tenuto una conferenza all’evento ‘Mexico Siglo XXI’ della Fondazione Telmex, di proprietà del magnate messicano Carlos Slim. Come riportato dal giornale spagnolo Marca, il tecnico ha ripercorso le tappe della sua gloriosa carriera da allenatore: "Un giorno al Milan Sacchi mi disse ‘Il giorno in cui smetterai di giocare vorrei che fossi il mio assistente’. Era un genio del calcio. Ha cambiato il mondo del calcio, è stato un grande insegnante, mi ha dato tanto, come Eriksson”. Sulle difficoltà che vive da allenatore: “Le incontro tutti i giorni. È un lavoro di grande potere e responsabilità, è un rapporto tra persone. A volte chiedo ai giocatori ‘chi sei’ e loro mi dicono ‘sono un giocatore’ e io rispondo ‘no, sei una persona che gioca a calcio’.
Poi ha aggiunto: "Non è facile perché il giocatore vuole sempre giocare e 11 di loro lo fanno ma 15 di loro vanno a vedere la partita. Ma un buon rapporto personale ti aiuta a lavorare meglio”.
Sullo stress prima delle gare: “Tre o quattro ore prima dell’inizio della partita arriva sempre il sudore, il cuore batte forte, arrivano i pensiero negativi. È sempre lo stesso… Questa è la solitudine dell’allenatore, che non può condividerla con nessuno. È una cosa individuale”.
Quando smetterà di allenare? “Mi vedo come allenatore ancora a lungo. Continuerò finché non sarà spenta la passione che ho per il pallone”.








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