Anastasio: "Voglio essere Rog! Sarri è l'innominato. Vi svelo cosa pensano i giocatori del Napoli"

Il cantante partenopeo, vincitore dell'ultima edizione del talent show X Factor, era presente alla consueta cena di fine anno della SSC Napoli.
Marco Anastasio, vincitore di X Factor, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Radio Marte. Queste le sue considerazioni: "Per me è un Natale anticipato. Sono tornato a casa, mi sto godendo un po' di tranquillità, perché i prossimi giorni non ce ne sarà tanta. Il mare di Meta è bellissimo, imbattibile. La mia città è straordinaria, la Penisola Sorrentina è splendida, è il paradiso. Non a caso, ha ispirato tanto artisti. Mi hanno dedicato uno striscione al San Paolo? Che bello, non lo sapevo! Per oltre due mesi sono stato isolato dal mondo, ad X Factor certe notizie non mi arrivavano. Cosa mi hanno raccontato del Napoli, uscito dal programma? Tramite soffiate segretissime, mi arrivavano i risultati delle partite durante la trasmissione. Mi hanno fatto vedere Napoli-Roma 1-1 e poi basta, non ho potuto incontrare nemmeno i miei fan: di questo mi dispiace. Se voglio un regalo di mercato dal Napoli per l'epifania? Conosciamo tutti la politica societaria sugli acquisiti: devono essere ben mirati. Non mi viene un nome a caso".
Anastasio ha poi aggiunto: "Se ho chiesto a De Laurentiis, durante la cena, di poter cantare la canzone su Sarri? E' un innominato, Sarri (ride, ndr). C'è un po' di tensione, è un nome che non va fatto alla cena del Napoli. Io non lo rinnego, lo seguirò sempre. Per me è immortale. Questa avversione non la capisco per niente. C'è un'aria di tensione, ma io credo che dobbiamo essergli grati. Il tifoso è lo scheletro che sostiene tutto e non dimentica Sarri. Ripensando all'anno scorso, nessuno ricorderà lo scudetto Juve. Sarri non verrà dimenticato, ne sono certo. La mia canzone per il mister? Fu un tributo ad un allenatore che è anche un manifesto ideologico. Andrò a cantargli la canzone a Londra? Lo spero vivamente. Se mi danno l'OK, parto anche domani. Cosa facevo nella vita, prima di X Factor? Studiavo, mi mancano tre esami per la laurea in agraria. A chi mi ispiro? Caparezza e De Andrè mi hanno ispirato molto, li ascoltavo in maniera spasmodica. Se fossi un calciatore, chi vorrei essere? Vorrei essere Marko Rog: voglio prendermi un giallo a partita. Il Napoli raggiungerà un obiettivo, quest'anno? Corna facendo, ieri ne ho parlato con la squadra e vi posso dire cosa pensano i giocatori. Li ho visti consapevoli delle proprie potenzialità. Sono molto scaramantico, quindi non ho insistito troppo. Ho detto: 'Ragazzi, ma lo sapete che potete farcela?'. Loro mi hanno risposto: 'E' dura, ma possiamo farcela', parlando dell'Europa League. Mi sono sembrati sinceri. In campionato è più difficile, siamo realisti".







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