Anastasio demolisce Sarri: "L'ha fatto per soldi! Colpo di grazia, che diamine: tutta Napoli era con lui..."

"La favola è in pezzi! Se passi dalla parte dello strapotere juventino tutto cade", ha detto il cantautore e tifoso partenopeo.
E' balzato all'onore delle cronache per aver vinto X Factor, ma Anastasio è anche un tifoso del Napoli che ha sempre ammirato Maurizio Sarri, o almeno lo ammirava prima del suo trasferimento alla Juventus, tanto da dedicargli una canzone prima di vincere il noto talent show. Il cantautore partenopeo ha rilasciato un'interessante intervista al quotidiano La Repubblica: "Se sono arrabbiato? Forse peggio. Non provo nessuna forma di odio o rabbia verso Sarri, sono completamente desensibilizzato rispetto al calcio".
Anastasio ha poi aggiunto: "Basta col calcio? Quello di Sarri è stato una specie di colpo di grazia. Ho iniziato a tifare Napoli da ragazzino, ho sempre seguito con passione tante squadre, anche senza alcuna speranza, squadre di scarsi ma con il cuore, squadre come il Napoli di Mazzarri in cui la partita non era mai finita. Con Sarri le cose dono diventate diverse, più che l’inaspettato o la rimonta o la grande vittoria, quello che contava era uno straordinario senso di armonia: una squadra armonica, l’unione con i tifosi e con la città. Poi è entrata in ballo la componente ideologica. Il Sarrismo? Sì, un ideologia non politica, ma costruita attorno all’ideale di bellezza. Prendeva vita il sogno di una rivoluzione, quella di una squadra che pur essendo più debole di altre poteva vincere perché aveva un’ideale di bellezza. E poi Sarri era un uomo del popolo, diamine, tutta Napoli era con lui, tutta la città si sentiva rappresentata da un figlio di operaio. Lui si è fatto vedere come napoletano, veramente napoletano, senza scimmiottamenti, con l’accento toscano, ma napoletano fino in fondo. Anzi, direi anche anti juventino: nelle sue dichiarazioni, senza mai un attacco diretto alla Juve, era chiaro da che parte stava, rappresentava una sorta di resistenza contro la Juve che si stava mangiando la Serie A. La favola è in pezzi? Per forza, se passi dalla parte dello strapotere juventino tutto cade. Il calcio non ha più nessuna favola da raccontare, il condottiero armato solo dei suoi ideali non c’è più. Perché lo ha fatto? Chiamatemi banale ma credo sia solo per soldi. Il calcio è ormai solo un grande spettacolo sputtanato, con il calciomercato nove mesi all’anno, le partite quasi ogni giorno, i giocatori strapagati, i diritti tv. Non c’è nessuna passione".







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