Amauri: "Il Napoli è tornato grande, merita di vincere qualcosa. Mi rivedo in Inglese! Ronaldo..."

L'ex attaccante del Napoli Amauri Carvalho de Oliveira ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva al sito Soccermagazine.it.
Amauri Carvalho de Oliveira, per gli amici semplicemente “Amauri” o “Ama”, oggi vive a Miami dopo le ultime esperienze nella North American Soccer League. Il centravanti ex Napoli ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine.it commentando alcuni argomenti relativi al calcio italiano e alla sua carriera. Vi riportiamo alcuni stralci dell'intervista al brasiliano.
Secondo te l’arrivo di Cristiano Ronaldo ha aiutato un po’ a dimenticare questa delusione del calcio italiano?
"L’arrivo di Cristiano secondo me è un bene per tutta la Serie A e per l’Italia, anche perché il campionato italiano ha sempre avuto dei grandi campioni in assoluto, ma negli ultimi anni ne sono arrivati pochi. Da qualche anno non ne arrivavano della dimensione di Cristiano Ronaldo. Sicuramente la Serie A, l’Italia in sé ci ha guadagnato con un giocatore straordinario come lui".
Tra le varie squadre in cui hai giocato c’è anche il Napoli, con cui hai esordito in Serie A e che oggi è una delle società più solide in Italia e in Europa. Ti saresti mai aspettato una crescita del genere?
"Per quello che so, avendo degli amici che stanno a Napoli da tanti anni, l’idea era quella di far tornare il Napoli al livello degli anni ’90, quando il Napoli era su tutte le pagine dei giornali e credo che De Laurentiis volesse questo. Credo anche che già da qualche anno il Napoli meritasse di vincere qualcosa di importante. Penso sia già sulla strada giusta perché torni ad essere quel Napoli di qualche anno fa: degli anni ’90, principalmente".
Dopo l’esperienza alla Juve hai fatto parecchi goal a Parma. Non hai più avuto contatti con la Nazionale di Prandelli dopo il tuo esordio?
"No. Dopo che sono andato via a metà anno dalla Juve e sono andato a Parma con una situazione particolare – anche se alla fine siamo riusciti a salvarci – io ho incontrato Prandelli: purtroppo in quell’occasione c’erano le convocazioni e io ero infortunato. Poi non ho avuto più rapporti con la Nazionale, anche se poi sono rientrato a Parma e ho continuato a fare bene. Però era finita lì, diciamo così".
Ad oggi senti di dire che l’esperienza migliore della tua carriera, dal punto di vista realizzativo, sia quella di Palermo?
"A Palermo sono stati due anni intensi: si è verificato l’infortunio, sono rientrato ancora meglio. Alla Juve sono stato 4 anni, però se andiamo a vedere sulla carta alla Juve ho giocato 2 anni, per cui in termini di realizzazioni, al di là che ho fatto tante presenze, di goal ne ho sempre fatti, anche al Parma. Sono stato due anni fuori dalla Juve, perciò in due anni avrei fatto 20 goal. Al di là di quello si poteva fare di più, quello è sicuro, però la situazione che abbiamo vissuto in quei due anni terribili non era facile".
Per concludere: c’è un attaccante che sta giocando oggi nel quale ti rivedi o che credi che somigli ad Amauri?
"Credo Inglese. Se devo dire un nome che mi è venuto in mente così su due piedi, direi Inglese, ecco".







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