Alvino: "Benitez a Napoli chiamato chiattone. Dopo Gattuso non arriva Harry Potter"

Troppe volte, a Napoli, dalle critiche si sconfina alle offese personali: è successo con Rafa Benitez, ma anche con Carlo Ancelotti.
Carlo Alvino, speaker di Radio Kiss Kiss Napoli, ai microfoni di Porompomperoperò ha risposto alle domande dei tifosi azzurri, soffermandosi - tra l'altro - sulla questione allenatore e le indiscrezioni di un possibile addio di Gennaro Gattuso a fine stagione: "Questa rosa è sicuramente competitiva per lottare almeno per il quarto posto. Il Napoli, per organico, se la gioca con Milan, Atalanta, Lazio e Roma, se non vogliamo prendere in considerazione la Juventus e l'Inter. Bisogna essere obiettivi, nel fare le proprie critiche. Io prendo in analisi i singoli, non solamente il collettivo ed il gioco profuso. Perché, allora, guardo sempre in casa Juve? Non è così. Quando penso alla Juventus e a ciò che spesso accade di negativo, lo faccio non per un accanimento, ma per tutelare gli interessi del Napoli. Nelle scorse settimane, ad esempio, ho criticato la gomitata di Giorgio Chiellini al difensore giapponese del Bologna, ma queste osservazioni perdono di valore nel momento in cui il Napoli non approfitta sul campo di ciò che fanno le altre".
Alvino ha poi aggiunto: "Critiche eccessive alla squadra? Quando sono costruttive, ben vengano. Il problema è che tante volte si sfocia in altro. In città abbiamo il brutto vizio di sconfinare, accade troppe volte. Rafa Benitez a Napoli l'abbiamo chiamato 'chiattone', mentre di Carlo Ancelotti si è messo in discussione il figlio. Si scantona sempre e si finisce nell'offesa personale. Questo è un maledettissimo errore che commettono alcuni personaggi. Se si cominciano a dire volgarità su Aurelio De Laurentiis, Gattuso e i calciatori, non si fa bene il lavoro di informatore. Dopo Gattuso non arriva Harry Potter e vinciamo tutto come niente fosse. Ci vuole equilibrio. C'è un rilassamento che non deve esistere, alle volte manca la cattiveria agonistica di cercare anche il 5-0. Se subisci un gol sul 4-0, come accaduto ad esempio con lo Spezia, non puoi prenderne addirittura un secondo: fa rabbia, perché arriva la sindrome del braccino corto e, sul 4-2, vai in debito di ossigeno, fisicamente ed anche mentalmente".








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