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Altafini: "Il Napoli sta messo peggio della Juventus. Scudetto, sarà una lotta a due"

L'ex calciatore, ora anche apprezzato opinionista, José Altafini, ha parlato della gara del Maradona che vedrà opposte Napoli e Juventus.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

05/12/2025 10:15 - Interviste
Altafini: Il Napoli sta messo peggio della Juventus. Scudetto, sarà una lotta a due
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La partita tra il Napoli e la Juventus, in programma domenica sette dicembre allo stadio Diego Armando Maradona, vedrà delle illustri assenze. Emergenza totale per i partenopei, ma anche i bianconeri hanno più di un motivo per lamentarsi (basti pensare agli stop di Vlahovic e Gatti).

José Altafini ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport proiettandosi alla gara di domenica in programma allo stadio Diego Armando Maradona: "Chi sta messo peggio per i tanti ko? Il Napoli che ha perso l’intero centrocampo. Ma la Juventus senza Vlahovic deve fare a meno di un punto di riferimento offensivo di grosso spessore, uno che ti aiuta perché fa reparto. Però, se togli tutti quei calciatori a un allenatore, come sta succedendo a Conte, un po’ ti scoccia. Anzi, più di un po’". 


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Come se l’aspetta questa serata? "Bella per l’atmosfera, come può esserla Napoli-Juventus. E anche nei contenuti. Non direi quanto spettacolare, a questo provvederà il campo, ma le premesse per divertirsi ci sono tutte". 

In queste condizioni, il “Maradona” può essere un fattore.  "Conosco bene il calore di quello che ai miei tempi si chiamava San Paolo. Ha un peso. Ma non decisivo, perché poi — e il discorso riguarda qualsiasi stadio, sia chiaro — si trasforma in letteratura. Se sessanta, settanta, ottantamila spettatori possono indirizzare una partita a favore di chi gioca in casa, allora non ci sarebbero mai vittorie esterne in questi palcoscenici. Eppure accade. Napoli e Juventus hanno calciatori di livello internazionale, sono abituati a queste tensioni da match. Ma Napoli ti dà, certo". 

Può scegliere un uomo per squadra, chi prende?  "Ci fosse Anguissa nel Napoli, non avrei dubbi. Ha tutto quello che serve per farti innamorare: corsa, fisico, intelligenza e pure il senso del gol. Allora punto su Hojlund, a cui manca un gol da mesi ma che può decidere una grande sfida. Della Juventus scelgo Conceição, con quegli strappi che ti fanno male, quella capacità di creare la superiorità". 

È Conte contro Spalletti, verrebbe da dire un capitolo nel romanzo.  "Per Conte sono i risultati che parlano: ha vinto ovunque sia andato e tranne qualche delusione, è sempre riuscito a conquistare lo scudetto. Primo o secondo posto. Spalletti ha riportato il titolo a Napoli dopo 33 anni, mica poco. Mi sta piacendo come sta intervenendo sulla Juve, non era semplice".

Chi è più da scudetto?  "Penso che Napoli e Inter stiano davanti alle altre, non so se l’una o l’altra abbia qualcosa in più, differenza minima. Però in questo periodo della stagione, con tutte queste rinunce, qualcosa può essere spostato in termini di punti, e quelli valgono sempre. Continuo a pensare che resti un duello tra Conte e Chivu. Con le altre, il Milan, la Roma, la Juventus, leggermente staccate".

Quanto pensa possano incidere questi 90’ nella economia complessiva?  "Il traguardo è lontanissimo, non siamo neanche a metà della stagione, e il gap può essere colmato o accresciuto. Ma dal punto di vista psicologico, qualcosa lascia: chi vince Napoli-Juve esce con maggiore convinzione. È autostima che si alimenta, perché non è una partita come le altre. Lo sanno tutti e non è un modo di dire". 

Infortuni a catena a qualsiasi latitudine, Altafini s’è fatto un’idea?  "Chiaro che sì. Se insistiamo a fare giocare partite ogni santo giorno, è inevitabile. E più sei una grande, più appuntamenti hai da dover affrontare. Il fisico si logora, i giocatori non sono fatti di ferro. C’è il campionato, poi la Champions League, poi la Coppa Italia, ora in quattro andranno a Riad per la Supercoppa, poi durante le soste — chiamiamole così — in tanti vanno con le nazionali".


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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