Allegri e quel "facciamo il Napoli", Ciccarelli: "Uno così manca come il pane"

Allegri ha parlato della sua filosofia attraverso l'ospitata nel salotto di Sky Sport, Ciccarelli: "Non lo so perché faccia questo tipo di comunicazione".
Leonardo Ciccarelli, giornalista, ha parlato dell'ospitata di Massimiliano Allegri nel salotto di Sky Sport, attraverso il suo profilo Facebook: "Si sta parlando molto delle dichiarazioni di Allegri, del suo "manifesto". Allegri mi piace, non posso dire che sia uno dei miei allenatori preferiti perché il suo gioco non mi diverte, ma mi piace. Mi è sempre piaciuto, da quel Sassuolo di Erpen e pochi altri miracolosamente promosso in B. Lui è uno furbo, fa 'o scem pe nun ghi 'a guerr come si suol dire. Fa finta di non sapere delle cose e poi su Prime dice "Facciamo il Napoli" per chiedere ai suoi giocatori di palleggiare. Ieri ad esempio ha detto alcune cose che ripetono sempre Guardiola, Sarri, Bielsa, forse i 3 più integralisti del "bel giuoco" che ci sono in Europa: la tattica è nulla senza la tecnica. Questa frase la disse proprio Sarri a una conferenza, a precisa domanda mia tra l'altro sull'impostazione di Delph come quarto a sinistra nel City. Il primo mantra di ogni allenatore deve essere sempre questo: per quanto genio è la tecnica dei giocatori a farti diventare grande. Un allenatore deve sfruttare ciò che ha".
Inoltre, Leonardo Ciccarelli, ha aggiunto: "Ieri Allegri ha detto che "oggi i giocatori sono diventati uno strumento per gli allenatori per dimostrare che sono bravi. Gli allenatori bravi sono quelli che vincono e creano valore. Il calcio è fatto da gesti tecnici all’interno di un’organizzazione" quindi ammette che non c'è alcun conflitto tra tecnica e tattica, e che una è sempre a servizio dell’altra. Ha detto anche che "C’è bisogno di mettere più al centro il giocatore e lavorarci, fin dai settori giovanili". Se prendete qualsiasi documento che riguarda l'Ajax dell'Arancia Meccanica vedrete scritte le stesse identiche cose. Ha parlato di difesa a 3 o a 4 dicendo di preferire quest'ultima anche se la difesa a 3 nella sua Juve è stata usata tantissimo, dimostrando ancora una volta che il suo principio di gioco sottostà alle caratteristiche dei giocatori e non viceversa. Ha parlato delle sensazioni degli allenatori: la caratteristica che più gli invidio è la capacità di leggere la partita, una cosa rara. Trovare un allenatore così è difficile e lo è sempre di più. Sono stato un match analyst, ho provato a portarla nel giornalismo perché penso sia fondamentale, imprescindibile questo tipo di analisi anche solo per parlare. Ma non dobbiamo mai dimenticare che il calcio è un gioco situazionale e come tale, si basa su "situazioni". Spesso si possono commentare le partite di basket senza averle viste, solo leggendo i numeri, nel calcio è impossibile. Ieri Allegri ha parlato male degli analisti ma alla Juve aveva il miglior team di analisti in Italia, uno dei migliori d'Europa e li usava benissimo. Il senso di onnipotenza che dava la sua Juve stava proprio nella sua capacità di studiare e leggere la partita. Sembrava inattaccabile perché conosceva punti deboli e punti di forza degli avversari. Non lo so perché Allegri faccia questo tipo di comunicazione, ma sono certo che uno così in Italia manca come il pane".








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