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Allan: "La Juve non è più forte di noi. Sarri ha un solo difetto. Napoli come Rio!"

Protagonista di un'ottima stagione in maglia azzurra, il centrocampista brasiliano del Napoli, Allan, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere del Mezzogiorno.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

27/03/2016 09:22 - Interviste
Allan: La Juve non è più forte di noi. Sarri ha un solo difetto. Napoli come Rio!
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Protagonista di un'ottima stagione in maglia azzurra, il centrocampista brasiliano del Napoli, Allan, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere del Mezzogiorno. "Mancano otto partite e dobbiamo viverle tutte come finali. E' un sogno, ma noi dobbiamo restare con i piedi per terra. Non sarà facile, la Juventus le vince tutte. La Roma pure. Noi dobbiamo pensare soltanto a noi e provare a fare il meglio possibile, poi alla fine si vedrà. Certo, sarebbe meraviglioso. Non voglio neanche immaginare cosa accadrebbe. Non guardiamo la Juve in tv? Se sono a casa e in tv c'è la Juve guardo la partita. Ma perchè a me piace il bel calcio e quindi è logico che stia davanti alla tv. Ma non mi faccio condizionare, quando vado in campo per la mia squadra, la Juve non esiste più. Più forte la Juve? Credo che siamo uguali. Due squadre con campioni e un bel gruppo. Ce la giochiamo. Sulle mie recenti panchine? Sì, ci ho pensato. Può sempre accadere. Ma il mister è stato chiaro, mi ha detto di stare tranquillo e di continuare ad allenarmi bene. Anzi meglio. L'ho fatto ed eccomi qua. Chi ha giocato al mio posto ha fatto bene, ma il calcio è anche questo: competizione. Tutti dobbiamo essere utili. Il mister ce lo ripete spesso, soprattutto per questo finale di stagione. E' un martello, ci entra nella testa con le sue parole. Pregio e difetto di Sarri? Non si accontenta mai. Ci chiede sempre di più, anche dopo una vittoria. E' incredibile. Sembra che non sia mai soddisfatto, e martella in continuazione. Questo è il pregio, naturalmente. Perchè ci stimola e ci fa crescere. Il difetto è uno solo: fuma davvero tanto. La città? Sono qui a Napoli, la gente mi riconosce per strada. Mi dimostra affetto e passione. Mi fa sentire amato e importante. Sono stato fortunato. Napoli è un po' come Rio. I tifosi amano il calcio, si affezionano ai loro beniamini e soprattutto con il calcio dimenticano i problemi quotidiani. Li capisco e non mi danno fastidio. Grazie anche a loro se diventiamo famosi. Ma non dobbiamo essere divi".


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