Albertini: "Dopo due allenamenti chiamai un mio amico e dissi: 'Ho visto il nuovo Maradona'"

Demetrio Albertini ha raccontato un curioso aneddoto che riguarda la sua esperienza catalana con la maglia del Barcellona.
L'ex calciatore di Milan, Barcellona e Nazionale, Demetrio Albertini, nel corso di un'intervista ha raccontato un curioso aneddoto sull'esperienza in maglia blaugrana in Spagna: “Mi vergogno un po’ a raccontarlo. Ero appena arrivato al Barcellona. Mi trovavo col presidente Laporta negli spogliatoi e stava per iniziare il mio primo allenamento. Dopo poco, entrò un ragazzino di nome Leo Messi, fu praticamente il primo giocatore che conobbi del Barcellona. Laporta si rivolse a Messi e gli chiese se mi conosceva; e lui disse: “sì, cavolo! E’ Demetrio Albertini! Ha vinto tanto con il Milan". E poi chiese a me: “Demetrio tu conosci Leo?”. E io: “No, guarda non lo conosco”. Al primo allenamento giunsero i primi segni che quel ragazzo timido non era un calciatore normale: facemmo due rondo. Uno con il gruppo dei normali e uno con il gruppo dei fenomeni. Nel gruppo dei normali c’erano Xavi, Iniesta, Puyol… questi; tanto per dire quali erano quelli normali. Dall’altra parte c’era Ronaldinho, Eto’o, Belletti, Deco…".
Poi ha proseguito: "Io ero nel gruppo di quelli normali, dove non la prendevo quasi mai, anche perché ero vecchiotto. In quel caso lì Leo era dall’altra parte. Io mi girai e mi domandai perché un canterano era nel gruppo dei fenomeni. Dopo due allenamenti chiamai un mio amico e gli dissi: “Ho visto il nuovo Maradona”. Messi non aveva ancora esordito e dopo due allenamenti vidi subito che aveva qualcosa di speciale".
"Ricordo il suo primo gol: era il 1 Maggio del 2005, contro l’Albacete. Messi entrò all’88’. Il tempo di fargli arrivare una palla sul lato sinistro, lui la stoppò, fece il pallonetto e gli fischiarono il fuorigioco al suo primo goal. Dopo qualche minuto gli arrivò la stessa palla, la mise giù come quella di prima, fece il pallonetto e... segnò. E quella volta glielo diedero il goal. Con una cosa così non poteva non fare una carriera come quella che sta facendo”.








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