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Albarella: "Sarri, la Juve e il Real Madrid? Cito una frase di Sacchi per far capire tutto"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Albarella: Sarri, la Juve e il Real Madrid? Cito una frase di Sacchi per far capire tutto

"Si rendono conto che comprare lo straniero è importante ma non puoi limitare la crescita del tuo ragazzo, ecco quindi che il numero di ingaggi viene contenuto"


Eugenio Albarella, secondo di Alberto Zaccheroni ai tempi del Beijing Guoan, nel 2016, è intervenuto ai microfoni di Calciomercato24.com. 

Cominciamo dall’attualità: ieri Pisa–Tianjin è finita 3-2 per i padroni di casa, una sgambatura o comunque un test interessante?


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“Dobbiamo comunque contestualizzare la partita ed analizzarla per quanto successo. C’è stata una rimonta del Pisa negli ultimi minuti, quando Fabio Cannavaro ha inserito parecchi giovani. Leggendola in un contesto di gestione qualitativa, dopo i primi minuti erano già sullo 0-2”.

Si dice che Xi Jinping in persona, arrabbiato dopo una sconfitta con la Thailandia, abbia dato il via alla rivoluzione nel calcio, sostenendo che 6 miliardi non possano perdere contro 60 milioni di cui la metà monaci…

“Non lo so, ma il governo ha investito molto su questo sport, ma si ritrovano con un handicap abbastanza grande: c’è una discrepanza tra la grande possibilità di investire e la mancanza di ‘know how’. La Cina deve rincorrere, dovrà investire nelle scuole, stanno lavorando sui numeri ma non sulla qualità. Per tornare alla frase del Primo Ministro cinese, mi ricordo di Vujadin Boskov che disse che, considerando la popolazione di Napoli e quella di Bari, non ci sarebbe dovuta essere partita. Ma lo faceva per spronare, in campo ci vanno in 11. Il talento va coltivato, addestrato”.

“Qui non parliamo di vino…”

Ed infatti è arrivato già il Fair Play finanziario anche per loro…

“Si rendono conto che comprare lo straniero è importante ma non puoi limitare la crescita del tuo ragazzo, ecco quindi che il numero di ingaggi viene contenuto. Anche perché è una problematica che si riflette nella pratica: il centravanti è un ruolo che lì manca più degli altri ruoli, proprio perché tutti i bomber sono stati presi dall’estero. Il grosso contrasto è dato anche dalla loro cultura, che è quella della grande produzione: là con i soldi si bruciano le tappe della storia. Ma se stessimo parlando di produzione, che ne so, di vino, magari potrebbero farcela in pochi anni a fare un buon prodotto. Ma in un settore di servizi come il calcio, il tempo è un parametro fondamentale”.

Un’altra curiosità: adesso in Cina arrivano anche i giovani campioni come Oscar, ma i giovani campioni cinesi? Non ci sono o non ce li fanno proprio arrivare qua?

“Innanzitutto ci sono anche, ancora, operazioni alla Tevez. Parliamo di un calcio estremamente giovane, al contrario del calcio coreano e giapponese, che sono migliorati grazie agli elementi brasiliani, in ormai 20 di storia. Ed infatti le grandi europei hanno coreani e giapponesi, il Borussia ha Kagawa, Okazaki è stato uno dei perni della vittoria del Leicester. In Cina tutto questo non c’è stato. Oggi però ci sono club come il Guangzhou, lo Shenhua, lo Shanghai SIPG, che hanno deciso di puntare sugli allenatori che hanno metodo, su giocatori funzionali per costruire una squadra di prospettiva, ma ci vuole tempo”.

In Italia invece? Cosa sta succedendo?

“Del Milan al momento è difficile parlare finché non sarà fatta chiarezza sulla nuova proprietà, mentre Suning è una grande multinazionale che ha deciso di diversificare il suo business legando il suo nome ad una grande del nostro calcio. Ora si stanno adattando ad un nuovo contesto: sono qui anche perché certi mercati sono già stati acquisiti da arabi e americani (Liga e Premier, ndr), mentre la Germania è più protezionista ed ha una forza economica che le consente di esserlo. In Italia può essere un vantaggio avere nuovi capitali, ma solo se si rispetta la nostra cultura”.

Maurizio Sarri ha dichiarato di recente che con il lavoro è possibile colmare il gap che ci separa dai nostri avversari. Tu eri a Dimaro e l’hai visto lavorare, sei d’accordo?

“Assolutamente. È possibile colmare il gap con il lavoro, sono d’accordo, ma solo se il Napoli ha la continuità nel rendimento dei giocatori. Faccio mia una frase di Sacchi: il Napoli grazie all’organizzazione gioca da grande non essendo ancora una grande, la Juventus e il Real Madrid sono grandi di default e si esprimono semplicemente attraverso una sintesi di gioco”.


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