AIC, Tommasi: "Serie A, ecco cosa chiediamo: c'è un tema focale. Ho parlato con Spadafora"

Damiano Tommasi, presidente del'AssoCalciatori, ha espresso alcune considerazioni sul momento che sta vivendo il movimento sportivo in Italia.
Il presidente dell'AIC, Damiano Tommasi è intervenuto a Sky Sport: "La posizione della Lega che vuole portare a termine la stagione e che tiene aperto il campionato la sapevamo già. Noi siamo più concentrati sulla parte del protocollo degli allenamenti individuali. Vediamo se si riesce a mettere per iscritto e permettere ai giocatori di allenarsi individualmente con tutte le precauzioni del caso. Il timore è la fine della stagione, tutti vorrebbero continuarla. E' necessario aprire gli allenamenti individuali anche agli sport di squadra. C'è una disparità di trattamento tra gli atleti. Che segnale è quello dell'ordinanza dell'Emilia Romagna, che permetterà gli allenamenti individuali da subito? Quello che dicevamo noi e chiedevamo: dobbiamo capire quanto questa ordinanza possa essere messa in pratica, visto che anche i comuni vorranno dire la loro, era il senso della chiacchierata che ho avuto modo di fare col ministro Spadafora".
Questa discrepanza di autonomia tra le regioni può essere un problema?
"È la particolarità del nostro movimento: la disparità di trattamento tra atleti individuali e di squadra e stiamo cercando di approntare il protocollo che oggi non è previsto, questo per tutti i giocatori, anche per quelli di categoria inferiore. I tifosi sono quelli di una stagione che può essere fermata, c'è il tempo per ragionare, quelli di riapertura su sport individuali e altri sono piccoli step che anche nel calcio vorremmo".
Qualche società e giocatore vi ha detto che dal 4 potrebbero andare ad allenarsi nei parchi cittadini?
"È una delle possibilità, ci sono alcune società che apriranno il centro e lasceranno i campi col libero accesso. Il tema della responsabilità è focale, oggi siamo concentrati ad ottenere questo. Un contatto tra federazione e comitato scientifico non ci sarà fino a lunedì da quello che ho capito".
Che esempio dall'estero potrebbe ispirarci?
"Abbiamo visto, sin dai primi di marzo, e imparato ad aspettare. Le decisioni prese oggi avranno altre premesse tra una settimana, i commenti di oggi verranno superati dagli eventi. Serve capire come arrivarci a piccoli step, c'è bisogno di una preparazione progressiva, non so se c'è un modello di riferimento e non vedo grande ottimismo neanche all'estero. C'è da fare un percorso, vedremo se l'inizio degli allenamenti individuali potrà esserlo".
Che paure si trovano ad affrontare i calciatori?
"Una che riguarda il movimento, che riguarda la sostenibilità e la chiusura dei campionati pone tanti interrogativi visto che tante squadre mettono in dubbio la ripresa come azienda. Dall'altra una paura che riguarda la sicurezza sul posto di lavoro, dell'attività, ci sono parecchi calciatori che hanno una sensibilità diversa rispetto ad altre regioni".







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