Agresti: "Enfasi patetica su CR7! Non ha il talento di Messi. Goal alla Samp? Colpa di Audero"

Stefano Agresti, giornalista, nel suo editoriale, se la prende con coloro che esaltano in modo poco obiettivo Cristiano Ronaldo.
Il giornalista Stefano Agresti ha pubblicato un articolo su Ilbianconero.com soffermandosi, tra le altre cose, su Cristiano Ronaldo: "CR7 è un calciatore assolutamente fenomenale, il numero uno al mondo alla pari con Messi che ha più talento ma è forse meno decisivo. Il portoghese a nostro avviso non è (come comprensibilmente dicono il suo procuratore Mendes e il suo direttore sportivo Paratici) il giocatore migliore di sempre, questo proprio no: per tecnica è inavvicinabile a gente come Maradona, ma anche Pelé, Cruyff, Platini, Zidane o lo stesso Messi. Il fatto però che sia così grande pur non essendo baciato dal dio del calcio come quelli appena citati, ce lo fa ammirare ancora di più: è diventato un mostro con il lavoro, la testa, l’applicazione, la cattiveria agonistica, la professionalità".
Agresti ha poi aggiunto: "Ciò anteposto, l’enfasi che accompagna Ronaldo da quando è arrivato in Italia sta diventando stucchevole, patetica e a volte rasenta quasi la comicità. Qualsiasi cosa faccia, è la più bella del mondo. Se mette una palla in mezzo all’area, non è “cross di Ronaldo”, ma “grrrrandeeee crosssssss di Ronaldooooooo”, con 8 erre, 12 e, 16 esse e un numero imprecisato di o. E ovviamente c’è il contraltare, che non può essere da meno: “Ma che cross ha fatto! Che cross ha fatto!!!”. Ha fatto un cross. Ronaldo ha segnato contro la Samp un gol grazie alla complicità di quell’ottimo portiere che è Audero. L’errore è stato evidente, insomma se quel tiro non imprendibile l’avesse fatto un De Sciglio qualsiasi, o anche un Bernardeschi, sarebbe diventata una mezza papera del ragazzo blucerchiato. Invece: “Ma guarda dove ha messo questa palla Ronaldo!”. E dove l’ha messa? In un punto in cui gol portiere poteva e doveva prenderla. La situazione è diventata talmente esasperata che perfino quando entra in campo “osserva con che sguardo lo fa!”. Eddai".
Agresti chiude così il suo pezzo: "Dicono che abbia migliorato i compagni, poi. A noi francamente non pare. Forse è cresciuto Mandzukic, certo Dybala non è tornato quello decisivo dell’inizio della scorsa stagione o della precedente, così come non abbiamo visto progressi in Pjanic o Douglas Costa (anzi). Li aiuta in campo con le sue qualità, sicuramente, e fuori mette una straordinaria professionalità, ma non ci pare che la Juve fosse un’accozzaglia di indisciplinati e demotivati prima che arrivasse lui. Tanto meno di perdenti. La verità è che Ronaldo ha reso la Juve, che in Italia era già nettamente più forte delle altre, ancora migliore, e ha scavato un solco incolmabile nel nostro campionato. Ma - attenzione - Cristiano alla Juve si giocherà tutto in pochissime partite: quelle che decideranno la Champions. Se riuscirà a riportarla a Torino ventitré anni dopo, allora sarà leggendario. Se però malauguratamente qualcosa dovesse andare storto, anche in una sola gara decisiva, allora i commenti che ascolteremo di più saranno: la Juve ha fallito la Champions anche con Ronaldo, è facile vincere al Real. Con una dozzina di elle".







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