Ag. Sepe: "Non può essere ostaggio del Napoli! Andiamo via. Quando Reina stava male..."

Il procuratore sportivo che rappresenta il portiere partenopeo ha espresso alcune interessanti considerazioni.
Mario Giuffredi, procuratore - tra gli atri - di Luigi Sepe, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa Napoli in onda sulle frequenze di Radio CRC: "Negli ultimi due anni abbiamo rifatto due contratti, l'ultimo l'estate scorsa. Siamo per il rispetto dei contratti, ma gli altri devono rispettare la parola data e le promesse fate. Gli erano stati fatti fare certi pensieri, ma determinate aspettative e certe promesse sono venute meno. Per quanto ci riguarda, non abbiamo più voglia di rimanere a Napoli.
Non ha mai avuto la possibilità di dimostrare di che pasta sia fatto. Il Napoli è sempre alla ricerca di portieri, la speranza di un Napoli che puntasse su di lui non è mai stata rispettata. Su certe cose sono venuti meno. Sepe non può essere ostaggio di nessuno nessuna regola, come di nessuna società. La società fa le sue scelte, ma è stato serio e professione. Quado non ci sono più i presupposti per continuare, il discorso va finito. Il ciclo è chiuso, c'è voglia di andare a giocare e nessuno lo può impedire. Un giocatore non può essere tenuto in ostaggio. Il ragazzo va rispettato. Hanno preferito far giocare Pepe Reina quando non stava bene anziché Sepe... Vogliamo rispetto, questo ragazzo è da due anni che soffre".







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