Ag. Sarri: "Siamo al 65%, ma sognare è legittimo. Col Milan difesa da infarto. Contratto? Vi spiego"

L'agente di Maurizio Sarri, Allessandro Pellegrini, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC.
L'agente di Maurizio Sarri, Allessandro Pellegrini, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "Cerco di analizzare sempre la situazione con distacco emotivo: come non mi abbattevo dopo i risultati contro Empoli e Carpi, così non mi sono esaltato dopo i successi ai danni di Lazio, Juventus e Milan. Secondo i parametri e la filosofia di gioco di Sarri, esistono ancora margini di miglioramento. Rimanendo con i piedi per terra, sognare è legittimo. Contro il Milan, la difesa palleggiava e triangolava con una tranquillità ai limiti dell'infarto per i malati di cuore; questo è sinonimo che quando abbiamo noi la palla non corriamo pericoli, e dobbiamo rallegrarcene perchè i dati indicano un possesso palla del 70%. Il Napoli è sempre un cantiere aperto, non siamo ancora niente, ma il sogno, ripeto, è legittimo. Il cane del mister è un mastino napoletano, gli intrecci con Napoli nella sua vita non finiscono mai. Contratto? De Laurentiis è stato chiaro ieri, c'è poco da aggiungere. Parliamo di un anno con opzione di diritto di rinnovo a favore della società. Nel mondo del calcio, come nella vita, i contratti ci sono e vanno rispettati, però è chiaro che la volontà delle persone viene sempre prima di certi concetti. Parlare di contratti in questo momento, quando stiamo cercando di gettare le basi per il futuro, è prematuro e inopportuno. Ci saranno sedi e momenti per parlare di queste cose. Sarri non ci pensava quando era ala sfogliatella, figuriamoci ora che è al caffè corretto. Il mister pensa a lavorare, a volte anche troppo, perchè è figlio della mentalità operaia. I risultati dicono che ha ragione: il lavoro paga. Fatemi dire una cosa che ho dentro da tempo: l'impegno e la capacità professionale non precludono niente, nemmeno a Napoli, città che vive grosse difficoltà. Sarri deve essere preso ad esempio non solo nello sport, ma anche nella società civile. Andavamo avanti anche quando i risultati non venivano, perchè sapevamo che i frutti sarebbero arrivati alla distanza. Servivano sette giornate, lo disse anche De Laurentiis, che però fu frainteso e le sue parole vennero spacciate per un ultimatum. Napoli non è Empoli: non ha undici ragazzi, ha undici campioni e anche qualche fenomeno. Il contratto è la conseguenza del lavoro, viene dopo e non prima, è marginale. Rendere bene fa parte degli stimoli, aiuta a lavorare al meglio. A che percentuale di lavoro siamo? Direi il 65-70%. Riguardate il primo tempo di San Siro: per 20 minuti, la squadra di Mihajlovic ha provato a reagire e, nel farlo, ha aperto il campo, ma noi per quattro o cinque volte abbiamo sbagliato l'ultimo passaggio. Insomma, manca ancora un po' di cattiveria, gli attaccanti si mangiano troppi gol. Il cinismo è la parte dall'80% in poi, il resto sono schemi e meccanismi ancora da oliare. Dobbiamo arrivare al punto che, se abbiamo due sole palle gol a partita, dobbiamo segnare due reti. A Milano abbiamo vissuto grandi emozioni nel sentire 'O Surdato 'Nnammurato cantato dai nostri tifosi presenti al San Siro. Questo entusiasmo potrebbe anche far rimanere Sarri a lungo nel Napoli".







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