Abreu: "Guardiola mi rompeva le pa**e, mi facevo sempre una domanda"

Sebastian Abreu ha parlato dell'esperienza ai Dorados di Pep Guardiola: "Venivo dalla cultura del calcio sudamericano".
Sebastian Abreu, ha parlato di Pep Guardiola e della sua esperienza ai Dorados de Sinaloa, club messicano allenato agli albori della carriera dall'attuale tecnico del City. Abreu, sulle pagine di AS, ha rivelato: "Venivo dalla cultura del calcio sudamericano, dove il numero nove si preoccupava più di coprire il pallone e di fare da sponda. Lo dovevi coprire e poi giocare. Gli allenatori ti chiedevano proprio questo, ‘tienila’, ‘non la perdere’. E quindi tenevo lontano il difensore col corpo o con la pianta del piede, mi sono abituato a questo stile perché era quello del calcio uruguaiano".
Inoltre, Abreu, ha aggiunto: "Quando sono arrivato ai Dorados, Pep e Lillo hanno, cominciato a dirmi che così perdevo secondi. Mi rompevano le palle con questa storia e io, capriccioso, riluttante è testardo, segnavo comunque. E quindi pensavo ‘perché questi due mi rompono con questa storia che perdo tempo quando continuo a segnare?’”. Tipica reazione...da Loco. Ma Abreu non è affatto pazzo, anzi... Poi però è arrivato un momento in cui mi sono reso conto di essere una persona che non capiva quello di cui gli parlavano. Ho capito che avevano una esperienza e una conoscenza molto più ampie della mia e ho iniziato a dar loro ascolto".








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