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A. Bigon: "Ho parlato con Mazzarri, ecco cosa ho capito"


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Pubblicato nella sezione Interviste
A. Bigon: Ho parlato con Mazzarri, ecco cosa ho capito

Alberto Bigon, tecnico del secondo scudetto del Napoli, è intervenuto quest'oggi sulle frequenze di radio Kiss Kiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni.


Alberto Bigon, tecnico del secondo scudetto del Napoli, è intervenuto quest'oggi sulle frequenze di radio Kiss Kiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni: "Il 29 aprile del 1990 il mio Napoli vinse il secondo Scudetto della sua gloriosa storia. Il campionato, ricordo, finì prima perchè ci furono i Mondiali nel nostro Paese. Quello Scudetto fu una gioia immensa per me, per i napoletani, per i ragazzi che se lo meritarono tutto. Facemmo un'impresa perchè mettemmo alle spalle un Milan davvero stellare, che contava sette campioni su dieci in campo. Fu una cosa spettacolare, che ha ripagato i sacrifici di tutti i giocatori. Si nomina sempre Maradona, ma il merito fu di tutto il gruppo. Cosa manca al Napoli per vincere lo Scudetto? Se ci fosse una ricetta da seguire per poter arrivare a questo traguardo, molti l'avrebbero già seguita alla lettera. Non è così facile, oggi il Napoli guarda dall'alto il Milan, l'Inter, la Fiorentina, la Roma, la Lazio, squadre che il prossimo anno avranno programmi ambiziosi per tornare in alto. Sulla cima della classifica, poi, c'è una Juventus forte e compatta, molto quadrata. Quanto è difficile essere l'allenatore del Napoli? E' un compito davvero molto interessante e sono grato a Napoli, ai napoletani, alla società che c'era allora, ai giornalisti. Ho vissuto un'esperienza fantastica che porterò sempre nel cuore. Ho ricordi che sono rinvigoriti ogni giorno per la presenza di Riccardo nel club e non posso più guardare un match con serenità come facevo prima. Faccio il tifo per il Napoli col cuore e vivo ancora le sensazioni che vivevo quando sedevo sulla panchina azzurra. Il futuro Mazzarri? Ho parlato con Walter a cuore aperto: secondo me, adesso è entrato nel periodo dell' "isola deserta", e mi spiego. Dopo anni di stress e di fatica psicologica in campo, si arriva a desiderare un po' di pace e tranquillità. Ora, o in lui vincerà questo tipo di sensazioni, oppure prevarrà la sua voglia feroce di fare calcio con l'immensa dedizione al lavoro. Per questo, deciderà solo alla fine della stagione calcistica a seconda anche delle proposte che gli vengono fatte. Il mio augurio è che Mazzarri possa accettare l'importante proposta che, come si dice, De Laurentiis gli ha fatto anche sotto il punto di vista economico. Il futuro di Cavani? Sarà impossibile rimpiazzarlo, lo si potrà fare prendendo due calciatori da quindici goal l'uno per sommare i trenta del Matador. Il discorso di Cavani riguarda solo mie sensazioni: il ragazzo ha una ferocia fantastica, bellissima, vuole arrivare in alto e al top di qualsiasi cosa al mondo e ci arriverà perchè ha tutte le qualità necessarie. Non so come la pensi il giocatore, non ho parlato con lui, ma visto da fuori mi dà la sensazione di uno che vuole arrivare a tutti i costi e ci arriverà. Non se starà a Napoli ancora un anno o due, ma è destinato certamente al palcoscenico dei grandi. Scegliere la permanenza di Cavani o Mazzarri in azzurro? Onestamente, il mio progetto tecnico sarebbe fondato tutto su Marek Hamsik. Per me è lui il giocatore più importante di questa squadra".


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