18enne ucciso a Napoli, Saviano: "A morire sono sempre più i ragazzini"

Sgomento a Napoli per l'ennesimo giovane morto in una sparatoria. L'analisi del noto scrittore Roberto Saviano.
La città di Napoli piange un'altra morte, una giovane vita spezzata. Il 18enne ferito poco prima dell’alba di oggi in via dei Tribunali a Napoli non ce l'ha fatta, per lui è arrivata la morte celebrale. E in tanti in queste ore si chiedono come fermare tale deriva.
Il noto scrittore Roberto Saviano ha commentato l'ennesimo episodio di cronaca nera sui social: "Volere danaro, volere esser fighi, voler avere carisma e rispettabilità e ottenere questo scegliendo di avere una pistola, di unirsi a una paranza. Ma queste non solo le regole della strada ma le regole del mondo in cui tutti ci muoviamo, solo che questi ragazzini scelgono per raggiungere gli obiettivi che tutti rincorrono diventando criminali ragazzini, aspiranti camorristi e in alcuni casi affiliati. Non c'è altro destino sparare o essere sparati".
Lo scrittore ha poi aggiunto in un video: "Quello che sta accadendo a Napoli succede anche altrove. Penso a Città del Messico, a Istanbul. A morire sono sempre più i ragazzini, i giovanissimi. Accade perché le organizzazioni criminali affiliano sempre più giovani perché nella pratica criminale si inizia sempre più presto. Gruppi di ragazzini, detti "paranze" come le barche, si muovono in varie zone di Napoli alla ricerca di nemici".








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