Zerbin ha dato (di nuovo) una grande lezione: così dovrebbe essere ogni giocatore

La prestazione di Alessio Zerbin, nello scampolo di gara concessogli da Conte in Napoli-Palermo, dovrebbe essere presa ad esempio.
Se c'è una qualità nella quale Alessio Zerbin eccelle, è l'umiltà, la dedizione al lavoro. Testa bassa e pedalare. Sempre. Poco importa se gioca poco, l'esterno ex Monza si fa puntualmente trovare pronto e in buona forma, fisica e soprattutto mentale, quando chiamato in causa, seppur venga considerato ormai una terza scelta. "Normale amministrazione per un giocatore professionista", potrebbe azzardare qualcuno. Nel calcio moderno, però, Alessio rappresenta una felice eccezione, più che la norma.
Il ragazzo classe 1999 non ha masi sbattuto i piedi con nessuno. Non c'è allenatore che l'abbia avuto alle sue dipendenze che se ne sia mai lamentato. Non sbotta. Non mugugna. Descritto da tutti come una persona attenta, educata, caparbia e con un grande senso del dovere, nello scampolo di gara concessogli da Antonio Conte contro il Palermo in Coppa Italia, ha dimostrato una freschezza atletica invidiabile e che altri calciatori, anche titolari in Serie A, non possono vantare. Frutto degli allenamenti del mister salentino, direte, ma in particolar modo di chi li segue pedissequamente, senza mai saltare mezzo esercizio e dedicandosi anima a corpo al suo lavoro. Come dovrebbe fare, questo sì, ogni professionista che si rispetti.






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