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Napoli-Spartak Mosca, pagelle: Elmas flash, Mario Rui crash. C'è chi prende zero spaccato


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Pubblicato nella sezione Coppe
Napoli-Spartak Mosca, pagelle: Elmas flash, Mario Rui crash. C'è chi prende zero spaccato

L'espulsione di Mario Rui rovina i piani di Luciano Spalletti con il Napoli in vantaggio ed in totale controllo (o quasi) della partita. Zielinski e Petagna spreconi.


Prima sconfitta stagionale per il Napoli di Luciano Spalletti che in Europa League cede il passo allo Spartak Mosca abile ad uscire dallo stadio Maradona con i tre punti in tasca grazie alla vittoria per 3-2. Una serata amara per i partenopei bravi a trovare il vantaggio dopo 14 secondi con Elmas (gol più veloce di una squadra italiana in Europa League, il terzo più veloce in assoluto della competizione). Chi pensava che potesse essere una notte magica è rimasto deluso. Prima i gol divorati da Petagna, Di Lorenzo e Zielinski, poi al 30’ l’episodio clou: Mario Rui si fa espellere per una scivolata con piede a martello su un avversario. In dieci il Napoli perde brillantezza. Lo Spartak prende coraggio e campo facendo leva sull’ex Chelsea Moses, uno dei pupilli di Antonio Conte. Spalletti a quel punto toglie Insigne e inserisce Malcuit per ristabilire la linea difensiva: 4-4-1. Nella ripresa entrano Anguissa e Osimhen. Non basta. Moses, scatenato, ispira Promes, che segna il gol del pareggio (sfortunata la deviazione di Koulibaly). Poi arriva la rete del vantaggio firmata da Ignatov, infine l’1-3 ancora di Promes, ex promessa dell’Ajax. Spalletti, incassati i colpi, punta su Lozano e Ounas per accendere Osimhen. Che il gol lo trova, ma solo nei minuti di recupero. Brutta sconfitta per gli azzurri, il discorso qualificazione si complica: saranno decisive le due sfide con il Legia Varsavia (21 ottobre al Maradona e 4 novembre in Polonia), che è +5 e a punteggio pieno in classifica dopo aver battuto il Leicester. Poi ci sarà tempo per preparare la rivincita sul campo dello Spartak Mosca (il 24 novembre) prima della sfida contro il Leicester al Maradona (9 dicembre) che potrebbe essere decisiva ai fini della qualificazione. Queste le pagelle di Areanapoli.it.

Meret: 6. Incassa tre reti, tuttavia è difficile attribuirgli responsabilità tra deviazioni sfortunate e tiri imparabili. Sul piano della personalità gli manca ancora qualcosa. Nel complesso, oltre le azioni dei gol, è poco impegnato.

Di Lorenzo: 6. Difficile fare il jolly su entrambe le corsie, è normale commettere errori se vieni dirottato a destra e a sinistra. Nonostante tutto è prezioso in difesa ed è lui a servire l’assist per Osimhen al 94’.

Manolas: 5,5. Appare in una condizione di forma approssimativa, non dà mai la sensazione di essere solido in marcatura e affidabile nel primo passaggio. Commette anche un fallo tattico rimediando un giallo. Segna di testa, ma purtroppo è in fuorigioco.

Koulibaly: 5,5. Dopo l'espulsione di Mario Rui gli avversari alzano baricentro e ritmo. Il senegalese prova a contenere, ma fa fatica. Prima prova “umana” corredata da errori in uscita e in pressione.

Mario Rui: 4. Con il Napoli in vantaggio e in controllo, va in crash mentale e si fa espellere al 30’ dopo una scivolata non cattiva ma del tutto scomposta ed inopportuna. Il rosso c’è tutto. Costringe i compagni ad una gara di grande sofferenza. 

Elmas: 6,5. E’ l’autore del gol più veloce di una squadra italiana in Europa League: flash! Pimpante e dinamico, ma dopo il rosso a Mario Rui va in difficoltà anche lui tra una fiammata e l’altra. Nell’azione del pareggio non è brillantissimo in chiusura. Dall'82' Ounas; 6. Forse avrebbe meritato più spazio, E’ lui a riaccendere il Napoli nel finale mostrando una buona intesa con Di Lorenzo come in occasione dell’azione del 2-3.

Fabian: 5. Senza il filtro di Anguissa fa molta fatica ad accendersi con e senza palla. Perde spesso il tempo nel trovare la posizione giusta al servizio della manovra e dei compagni.

Zielinski: 5. Getta alle ortiche il gol del raddoppio sull’1-0. Un errore pesantissimo. Con il Napoli in 10 perde ulteriormente smalto. Dal 46' Anguissa: 6. Sarebbe ingeneroso dargli una insufficienza visto che si danna per interrompere le facili linee di passaggio dello Spartak in superiorità numerica. Si intestardisce in qualche giocata, ma almeno ci ha provato.

Politano: 5,5. A tratti si accende lavorando buoni palloni per i compagni, ma negli ultimi metri è troppo impreciso: gli manca la zampata vincente. Dopo il rosso a Mario Rui diventa quasi evanescente. Qualche responsabilità nell’azione del pareggio dei russi. Dal 73' Lozano: 6. Brio, fiammate e prove di feeling con Osimhen. Buone intenzioni, ma risultati non del tutto apprezzabili.

Petagna: 5. Lento, macchinoso, fuori forma. In due occasioni d’oro, nel primo tempo, in cui serviva l’istinto del bomber, appare in grande affanno. Da salvare solo un colpo di tacco in area, per il resto prova da dimenticare e condizione da ritrovare prima di subito. Dal 46' Victor Osimhen: 7. Con scatti fulminei costringe Caufriez a ricorrere alle maniere dure per evitare di andare dallo psicologo. Finisce, però per andare negli spogliatoi anzitempo: espulso! E’ l’autore del 2-3 nei minuti di recupero. Avesse giocato prima… Ma non può giocarle tutte.

Insigne: 6,5. Pronti via e trova subito il cross velenoso per spaccare in due la difesa avversaria e per mandare in tilt il portiere: Elmas si inserisce e sfrutta il pasticcio. Quando il Napoli sembrava in controllo, Mario Rui si fa espellere e Spalletti toglie proprio il capitano, apparso in buona forma per quasi tutto il primo tempo. Dal 41' Malcuit: 5. Con e senza palla non è sembrato all'altezza della situazione. In occasione del gol del pareggio degli ospiti dà la sensazione di essere in confusione sui movimenti da fare. 

All. Spalletti: 5,5. Non è colpa sua la "follia" di Mario Rui, così come non ha responsabilità se alcuni calciatori non si fanno trovare pronti o se non sono all'altezza di un Napoli voglioso di fare strada in tutte le competizioni. Tuttavia, questa volta, la gestione dei cambi non è sembrata ordinata. Giusto inserire un altro terzino, ma probabilmente non era Insigne il calciatore che doveva uscire.

Infine diamo 0 (zero) spaccato ai responsabili della "morte del tifo" a Napoli: in attesa di capire chi ha le maggiori colpe, è assurdo che nello stadio Maradona si sentano soltanto i cori dei tifosi ospiti mentre le curve sono ridotte a "teatro" con il pubblico in silenzio.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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