Napoli-Leicester, pagelle: Zielinski luminoso, Ounas ed Elmas incantano. Petagna è Garrone

Prova di forza della squadra di Luciano Spalletti che va avanti in Europa League nonostante l'emergenza. Calciatori generosi, uniti, con il coltello tra i denti.
Napoli, avanti tutta in Europa League: la squadra di Spalletti batte il Leicester City al Maradona e passa come seconda nel girone. Si riprenderà a metà febbraio dai sedicesimi contro una delle retrocesse dalla Champions. Sotto una pioggia battente, è Ounas a trovare il gol (per l’algerino è il quarto in Europa dei 7 totali in maglia azzurra) del vantaggio sfruttando una respinta della difesa degli inglesi su un tiro di Petagna che si trasforma in assist. Poi raddoppia Elmas che sfrutta un affondo centrale ancora di Petagna che indossa i panni di Lorenzo Garrone del libro "Cuore" e gli cede un pallone sul quale c’è scritto “bisogna solo spingere”. Sul 2-0 il Napoli pensa che il più sia fatto. Ed è lì l’errore. Evans (in mischia) e Dewsbury-Hall (tiro al volo dal limite) trovano le reti del pareggio. Tutto da rifare. E non solo. La sfortuna si abbatte ancora sugli azzurri: Lozano si scontra con un avversario e nel forte impatto si rompe anche un dente (si sospetta anche una frattura al naso anche se le notizie che arrivano non sono preoccupanti). Ad inizio ripresa è ancora Elmas a siglare il nuovo vantaggio, questa volta decisivo. L’azione nasce a destra con Di Lorenzo e Malcuit (entrato al posto di Lozano), passaggio taglia-area e macedone lesto ad insaccare dopo aver nascosto il pallone. L’ultimo calciatore che ha realizzato una doppietta in Europa era stato Hamsik nel 2015. La risposta del Leicester in un regalo non gradito di Di Lorenzo: Maddison, tutto solo davanti a Meret, scheggia il palo esterno. Brividi! Spalletti fa entrare Mertens e Manolas, esce Demme e la difesa passa a 5. Vardy spreca nel finale così come Malcuit con Schmeichel che si supera. 3-2 il finale: inglesi in Conference League e Spartak Mosca agli ottavi di Europa League con il Legia Varsavia che divora un rigore al 97’. Avesse segnato, agli ottavi ci sarebbe andato il Napoli. Ma va bene anche così. Le pagelle di Areanapoli.it
Meret: 6. Non vede partire il tiro di Evans, forse sulla conclusione al volo da fuori area di Dewsbury-Hall poteva fare qualcosa in più. Buone uscite e preciso nei rinvii, nel finale è prezioso pur con qualche rischio.
Di Lorenzo: 6,5. Un solo errore, grave, ovvero il regalo che Maddison decide di non scartare sotto l’albero di Meret. E’ l’unica macchia dell’ennesima prova da campione. E’ lui a fornire ad Elmas il passaggio del gol della vittoria. Con l’ingresso di Malcuit si vede anche da mediano aggiunto. Gioca sempre… E sempre con il piede sull’acceleratore. Spettacolare!
Rrahmani: 6. Si immola su un tiro a botta sicura di Ndidi. Nel secondo tempo scricchiola non poco, ma non è l’unico. Nel gioco aereo è spesso una garanzia, anche se gli capita di perdersi Vardy.
Juan Jesus: 6+. Diligente, attento, concreto. Non ha lo strapotere fisico di Koulibaly, tuttavia tiene in marcatura – pur perdendo qualche duello con Vardy - e sa essere utile anche in fase di impostazione.
Mario Rui: 6,5. Agile nelle avanzate a fiammate e tonico in difesa. Fondamentale un salvataggio su Castagne dopo pochi minuti. Quando taglia in campo sa creare varchi come piace a Spalletti, che apprezza anche le sue preziose e – tatticamente perfette – diagonali.
Demme: 6. Prima da titolare dopo il Covid e si vedono i segnali di ripresa nonostante non sia ancora al top della condizione. Recupera tanti palloni ed è sempre un riferimento nello sviluppo della manovra. Tra scatti e qualche affanno, fa sentire comunque i tacchetti agli avversari come quando spende un fallo tattico – con cartellino giallo – in un momento delicato della ripresa. Dall’80 Manolas: sv. Si sistema in trincea nei minuti finali e garantisce copertura soprattutto di testa.
Zielinski: 7,5. Sempre più padrone della zona di competenza e consapevole della sua importanza in campo. Straordinario nelle azioni che portano al doppio vantaggio: break per Petagna prima del gol di Ounas, poi imbucata centrale ancora per l’attaccante che poi serve Elmas. Il suo piede anche nel 3-2 con un cambio di gioco illuminante. Agile, elegante, imprendibile.
Ounas: 7. Segna il gol del vantaggio e tiene in costante apprensione gli avversari costretti a non scoprirsi. Schmeichel gli nega la doppietta con un intervento super. Cala alla distanza. Dal 63' Mertens: 6. Il tempo di entrare e di mettere Malcuit davanti al portiere. Poi il Napoli difende a denti stretti il vantaggio e anche lui va in apnea.
Elmas: 7,5. Doppietta pesantissima. Segue il movimento di Petagna che lo serve come un prete sull'altare, e poi sfrutta il traversone a pelo d'erba di Di Lorenzo per il 3-2 finale dopo un bel gesto tecnico per spostare il pallone prima di calciare. Non solo i due gol, corre come se non ci fosse un domani. E poco importa - visto il risultato - la poca attenzione in occasione del gol di Evans.
Lozano 5,5. E' l'unico che sembra in affanno, fa fatica a trovare varchi. Poi uno scontro con Ndidi lo manda al tappeto: dente rotto e trauma al volto con sospetta frattura del naso. Le sue condizioni non destano comunque preoccupazione. Dal 45' Malcuit: 6. Gioca esterno alto, spinge e accorcia. Schmeichel gli nega il 4-2 alzando un braccio con istinto da calcetto. E' lui a servire Di Lorenzo che sgomma nell'azione del 3-2.
Petagna: 7. Ci mette del suo nei primi due gol, e anche nel terzo, volendo. Prima calcia verso la porta e ne esce, dal rimpallo, l'assist per Ounas. Poi si invola centralmente suggerendo l'imbucata a Zielinski, quindi serve Elmas che deve solo appoggiare in rete. Infine taglia anche lui in area nell'azione del gol vittoria di Elmas e tiene impegnati i difensor. Nei minuti finali, generosissimo, strappa applausi per come difende il pallone.
All. Spalletti: 7,5. Nonostante l'emergenza porta il Napoli al prossimo turno di Europa League: sedicesimi di finale contro una squadra che arriva dalla Champions. Ha trasformato Elmas, crede in Meret, Malcuit, Juan Jesus, Petagna e Ounas, sa che Demme tornerà presto quello di sempre. Per lui non esiste turnover, ma una squadra che dà il massimo a prescindere dai moduli, dagli avversari, dalla sfortuna. A prescindere da tutto, sempre.








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