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Napoli-Juventus, pagelle: Gattuso esagonale! Meret come Ospina, Maksimovic e Demme preziosi


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Pubblicato nella sezione Coppe
Napoli-Juventus, pagelle: Gattuso esagonale! Meret come Ospina, Maksimovic e Demme preziosi

Ai punti l'avrebbe vinta comunque il Napoli, ma un super Buffon ha portato la sfida ai calci di rigore. Azzurri infallibili dal dischetto.


Il Napoli trionfa a Roma contro la Juventus e conquista la sesta Coppa Italia della sua storia (terza dell’era De Laurentiis). Come da regolamento in epoca Covid-19, la partita si è risolta ai calci di rigore – senza supplementari – al termine dei 90 minuti regolamentari sul risultato di 0-0. Sprecona la squadra di Gattuso che non ha concretizzato due ghiotte occasioni. Un po’ la sfortuna (Insigne ha colpito anche un palo), un po’ i guizzi del sempreverde Gigi Buffon (soprattutto su Demme ed Elmas), i partenopei non sono riusciti a chiudere il match – evitando i tiri dal dischetto – come avrebbero meritato. Ottime le prove di Meret, Maksimovic, Demme e Insigne. Freddi dal dischetto lo stesso Lorenzo, Politano, Maksimovic e Milik. Ecco le pagelle di Areanapoli.it

Meret: 7,5. Contro l’Inter “super Ospina”, in finale con la Juventus “super Alex”. Il portiere colombiano era squalificato, Gattuso non ha scelto al di là di una stima di base nei confronti del portiere friulano. Prima una parata importante su Ronaldo, poi giocate precise con i piedi sotto pressione, ottime uscite nel gioco aereo e poi la pesantissima parata sul rigore calciato da Dybala. Ora Ringhio sa che può fidarsi totalmente di lui. Meret, sei nella storia!


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Di Lorenzo: 7. Una favola: in tre anni, partendo dal Matera, prima un posto in Nazionale e poi la Coppa Italia con il Napoli. Segue a vista Ronaldo e collabora con i due centrali nel gioco aereo, nel seguire la linea e negli scivolamenti laterali. Non ha ancora lo smalto dei tempi migliori, ma è in grande crescita. Di Lorenzo, il tuo nome è scolpito sulla pietra azzurra!

Maksimovic: 7,5. Giganteggia sulle palle alte, francobolla Ronaldo anche a campo aperto e nel primo passaggio non sbaglia nulla. I compagni si affidano anche a lui quando c’è da costruire. Anche Koulibaly ha ritrovato fiducia accanto a lui come ai tempi di Albiol. Il serbo è anche lucido dal dischetto. Nikola, sei negli annali!

Koulibaly: 7+. Finalmente si rivede il Kalidou che tutti conosciamo. Spuntano nuovamente anche le portentose scivolate sul pallone. Concede una punizione a Ronaldo del tutto evitabile, ma è l’unico neo di una serata magica in combinato disposto con tutti i compagni di reparto. Kalidou, resti o vai via? A prescindere, non sarai dimenticato!

Mario Rui: 6,5. Come spinge lui, pochi altri: l’intesa con Insigne è perfetta. Ottima la tenuta nervosa e i movimenti sempre precisi nei due sensi di marcia. Abile a conquistare tante punizioni. Perde un po’ il controllo nei minuti finali e rischia grosso. Gattuso lo toglie dalla mischia. E’ un punto fermo per il Napoli dei prossimi anni.  Dal 79' Hysaj: sv. Gestisce il pallone giocando anche con la lancetta, mette a disposizione la sua energia senza strafare.

Fabian: 6,5. Non ha ancora la brillantezza per i suoi famosi strappi, ma con Demme c’è feeling ed equilibrio. Con l’italo tedesco collabora molto per aggirare lo schermo Dybala che Sarri ha alzato per interrompere le trame azzurre. Cala nella ripresa, ma c’è anche la sua firma su questo trofeo: decisivo il gol a Milano contro l’Inter in semifinale. Dal 79’ Allan: 6. Ci mette i muscoli e una buona qualità tecnica per far respirare i suoi compagni nei concitati minuti finali.

Demme: 7. Sarri utilizza Dybala come interferenza provando a causare un continuo cortocircuito ai collegamenti del Napoli che fanno passare corrente e accendono la lampadina. Con l’aiuto di Fabian e Zielinski, riesce a smarcarci e a fornire il suo appoggio in entrambe le fasi. Peccato per la palla gol nel finale di primo tempo non concretizzata: perfetto l'inserimento in area, poco incisiva la conclusione che ha trovato comunque un prodigioso Buffon in respinta. Pochi mesi in maglia azzurra e il suo nome è già nel libro dei successi: pilastro!

Zielinski: 6,5. Un altro giocatore rispetto alla semifinale di ritorno contro l’Inter: ha più verve e lucidità tattica. Prima di avventurarsi in avanscoperta si assicura di non lasciare buchi pericolosi. Gattuso crede molto in lui: Piotr ha solo bisogno di trovare continuità psicologica, le qualità da top player le ha tutte. Dall'87' Elmas: sv. Difficile dare un voto, ma cosa sarebbe successo se quel suo tiro, deviato da Buffon, fosse finito in rete invece che sul palo? Nemmeno 20 anni e già un trofeo con il Napoli: mica male?

Callejon: 6. Si vede che Josè è contratto mentalmente. Gattuso, contro Sarri, manda in campo il tridente creato da… Sarri: Insigne, Mertens e Callejon. Lo spagnolo sfodera la solita sagacia tattica, ma dei suoi famosi tagli su lancio di Lorenzo, nemmeno l’ombra. Senza infamia e senza lode, ma vince ancora un trofeo con il Napoli e scoppia a piangere. E’ nella storia del club a prescindere! Dal 66' Politano: 6,5. A differenza di Callejon che viaggia nei due sensi di marcia, Matteo predilige la corsia di sorpasso puntando gli avversari. Se trovasse un equilibrio, sarebbe davvero interessante. Assist e tiro, entra bene in campo. Poi segna uno dei rigori decisivi. Personalità! Voleva approdare in azzurro per vincere lo scudetto con Sarri già nel 2018… E’ arrivata una Coppa Italia: scusate il ritardo.

Mertens: 6. Non era al meglio e si sapeva, ma nel giorno del suo rinnovo a vita con il Napoli non doveva e non voleva mancare. Come Dybala, si intromette nei primi fraseggi della Juventus nelle retrovie. I compagni non assecondano i suoi movimenti che entra in campo per legare i reparti. Come da copione, entra Milik al 66’: 6. Una ghiotta occasione per bucare la Juve, ma da buona posizione, di destro, calcia sopra la traversa. Conferma qualche limite tecnico e non ha un marcato istinto killer, tuttavia è lui a realizzare il rigore decisivo. Ora è tempo di festeggiare, ma a breve bisogna decidere cosa fare da grande.

Insigne: 6,5. Si è ormai calato benissimo nel ruolo di leader: sempre pronto a sacrificarsi nei raddoppi e in supporto a Mario Rui per contenere Doulgas Costa, ma è anche rapido a riportarsi nella posizione sull’out mancino d’attacco a lui più consona. Nel finale poteva essere più incisivo sotto porta, ma anche lui sigla uno dei rigori decisivi. Lorenzo, capitano del Napoli!

Gattuso: 8. In poco tempo, dopo fisiologiche difficoltà iniziali, Rino ha marchiato a fuoco la pelle di un Napoli depresso: ora ci sono le sue iniziali, una firma, su questa squadra che faceva fatica ad esprimersi. Prima la rinascita in campionato scalando molte posizioni di classifica, poi l’interruzione a causa dell’emergenza coronavirus e poi una ripresa di grande livello con la conquista della Coppa Italia. Non era facile spuntarla contro Inter e Juventus. E’ evidente che Gattuso, nonostante le tante difficoltà e il grave lutto che l’ha colpito, ha dimostrato di essere un professionista con gli attributi esagonali. Gennà, sei già nella storia del Napoli.

FOTO ALLEGATE - Il Napoli vince la Coppa Italia 2019-2020 (30 immagini)

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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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