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Napoli-Inter, pagelle: Mertens, tu sei leggenda! Ospina "Toro scatenato", Maksimovic calamita


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Pubblicato nella sezione Coppe
Napoli-Inter, pagelle: Mertens, tu sei leggenda! Ospina Toro scatenato, Maksimovic calamita

Un po' per gioco, un po' per ritrovare l'abitudine: proviamo a "dare i numeri" dopo Napoli-Inter, voti e commenti ai calciatori di Gattuso.


“Diamo i numeri”, ma solo per abitudine e per quel pizzico di entusiasmo per aver ritrovato il gioco del calcio. E’ la prima partita del Napoli dopo tre mesi di inattività, impossibile esprimere “giudizi” nei riguardi dei calciatori delle due squadre che comunque hanno provato a dare un minimo di spettacolo ai milioni di telespettatori. Inter in vantaggio con un corner velenoso di Eriksen deviato leggermente da Di Lorenzo, ma di quel tanto che è bastato per disorientare Ospina che non ha fatto altro che ritrovarsi il pallone prima tra i piedi e poi in fondo al sacco. Ma da quel momento il portiere colombiano è stato il vero protagonista del match: super parata su Candreva, poi il rilancio millimetrico per Insigne avviando il contropiede da manuale che ha portato al pareggio qualificazione. Nella ripresa, poi, gli altri interventi prodigiosi. Proviamo ad abbozzare una pagella con "numeri" ovviamente “alterati” e commenti senza andare troppo per il sottile. Ecco i voti di Areanapoli.it ai calciatori azzurri e a Rino Gattuso.


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Ospina: tra il 7,5 e l’8. Inizia male condividendo con Di Lorenzo il calo di tensione sul calcio d’angolo a giro di Eriksen che porta l’Inter in vantaggio. Poi diventa Superman. Tiene a galla il Napoli su alcune bordate, soprattutto quando Candreva spara la palla di cannone sul vascello azzurro: lui apre la mano a babordo e neutralizza. Non contento, dopo poco, affetta il pallone servendolo per intero sui piedi di Insigne che poi concede a Mertens, su un vassoio, il piatto facile facile della leggenda: 122 gol per Ciro, il più grande di sempre nella classifica dei cannonieri del Napoli. Peccato per l’ammonizione: David perde tempo e Rocchi gli sventola il giallo che lo esclude dalla finale. Era diffidato. Una serata da Toro scatenato, tra alti (tanti) e bassi (qualcuno).


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Di Lorenzo: 6. Un errore, come detto, l’intervento molle sulla gittata di Eriksen. Non ha nelle gambe la brillantezza dei tempi migliori e soffre le scorribande nerazzurre come meglio può ed anche senza l’aiuto dei compagni. Stringe i denti e soffre.

Maksimovic: 7,5.  Dopo un primo tempo in cui fa fatica a trovare le misure agli avversari e l’intesa con compagni tra difesa e mediana, si trasforma in una calamita ed è un vero e proprio baluardo anche nei cieli: tutti i palloni finiscono sulla sua testa ed esce anche palla al piede dalle retrovie.

Koulibaly: tra il 6,5 ed il 7. L’anticipo su Sanchez nel rovente finale è la fotografia perfetta di una prova di grande sacrificio. Gioca sui crampi: Gattuso aveva esaurito i cambi. Ottima l’intesa con Maksimovic.

Hysaj: 5,5-6. Candreva gli crea tanti grattacapi. Nella ripresa beneficia di maggiori equilibri complessivi e dà il suo contributo difensivo e in avanscoperta pur con qualche errore di troppo.

Elmas: 5,5. Gattuso, prima della interruzione, gli aveva ritagliato il ruolo di vice Insigne. Contro l’Inter torna mezzala e fa fatica a tenere la posizione in equilibrio con Demme. L’Inter ne approfitta e trova troppi varchi. Qualche miglioramento nella ripresa, ma Rino non si fida e al 65' lancia Fabian: 6. Lo spagnolo ha qualche acciacco e si vede. Da un suo errore clamoroso nasce una ghiotta ripartenza per l’Inter. Migliora nel finale con giocate di classe che danno ossigeno ai compagni.

Demme: 6.5. Al pronti via Eriksen gli toglie il sonno provando a dare rifornimenti al Lukaku e Lautaro, ed anche per questo non trova subito il ritmo per essere il solito riferimento dei compagni in uscita e in palleggio. Nella ripresa l’Inter cala e lui ritrova smalto.

Zielinski: 5. Tanti, troppi errori. Soprattutto quando osa in solitaria e poi non ripiega una volta perso il pallone. Gattuso si arrabbia non poco con lui. Poco lucido anche in zona calda. All’88 Allan: sv. 

Politano: 6. Non è Callejon come caratteristiche, ma dovrebbe dare una mano anche in difesa per bilanciare il buon operato sul fronte offensivo. Ripetiamo, è presto per dare un giudizio, ma la sensazione è che abbia nei piedi le giocate giuste per far male agli avversari e aspetti tattici da limare. Dal 65' Callejon: 5,5. Voto 10 al baffo, molto meno alla prestazione. Entra quando la partita si era incanalata in una sofferenza finale a difesa del pareggio. Dà una mano in difesa, ma si propone poco quando c’è da ripartire.

Mertens: 8, per il semplice fatto che segna il gol 122, quello del record di gol della storia del Napoli. E lo fa proprio contro l'Inter, la squadra più vicina a strapparlo ai colori azzurri. Cuce il gioco, dà una mano anche in contenimento e ogni volta che può prova ad impensierire il portiere avversario. Segue magistralmente il contropiede iniziato da Ospina e Insigne, ed insacca. Dal 74' Milik: 5. Brutto impatto: una fatica immane nel controllo della palla e nel trovare la giusta posizione in campo. Scivola prima di una conclusione che poteva essere pericolosa. Mentalmente è altrove. Conquista qualche punizione che gli consente di arrivare almeno al 5. Ripetiamo ancora una volta, pagelle tanto per…

Insigne: tra il 7 e il 7,5. Una giocata sublime per assecondare il lancio di Ospina, poi l’affondo ad anticipare con il corpo il rientro dei difensori attirati nella sua trappola ed infine l’assist da campione per Mertens al quale è toccato l’onore di infilzare a porta vuota o quasi: chapeau! E’ mentalmente maturo, Gattuso lo stima molto e lui lo sa, lo avverte. Dall'85' Younes: sv.

Gattuso: 10. Andare in finale era l'unico obiettivo della serata: il Napoli ci è riuscito recuperando con grande maturità lo svantaggio iniziale che poteva aprire una crepa pericolosa. L'Inter dopo il gol di Eriksen ha continuato a spingere, ma gli azzurri hanno stretto i denti senza mai perdere la calma. Tanti errori tattici, prevedibili alcuni scollamenti, tuttavia è impossibile non notare che i partenopei sono ormai anima e corpo con il proprio allenatore.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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