Napoli, il pagellone dell'Emirates Cup

Contro Arsenal e Porto schierata quasi tutta la rosa. Un pari e una sconfitta, in due partite simili: buon primo tempo e ripresa sotto tono.
Il Napoli targato Benitez ha affrontato Arsenal e Porto in due giorni, schierando quasi la rosa al completo. Ne ha ricavato un pareggio ed una sconfitta, in due partite sostanzialmente simili: buon primo tempo e ripresa decisamente sotto tono. Il nuovo modulo (4-2-3-1) sembra ancora in fase di assimilazione da parte degli azzurri, ma è evidente il tentativo di Benitez di effettuare delle prove, specie per gli uomini che ritiene saranno una chiave fondamentale del "suo" Napoli. E' il caso di Hamsik, che dopo essersi ben disimpegnato nel suo ruolo di trequartista contro l'Arsenal, ha poi giocato un tempo da mediano contro il Porto, al fianco di Dzemaili; ma è anche il caso di Pandev, impiegato sia come punta che da trequartista. Ancora in "rodaggio" i nuovi: Mertens, Callejon e Higuain, ma anche Maggio è apparso in ritardo di condizione, come c'era da aspettarsi, visto che ha ripreso a lavorare solo dal 28 luglio. Con questi presupposti, le pagelle di questa due giorni londinese sono sicuramente poco indicative ma servono a tracciare un primo bilancio del "lavoro in corso". Esaminiamo gli azzurri ruolo per ruolo.
Portieri - Reina (6,5) e Rafael (6) sono esenti da colpe nei gol subiti ed entrambi hanno dimostrato padronanza del ruolo.
Difensori centrali - Il più tonico è apparso il capitano, Paolo Cannavaro (6); buon primo tempo contro l'Arsenal, calo nella ripresa, frutto, probabilmente, di una condizione non ancora ottimale. Quasi sullo stesso livello Britos (6-). Fernandez, impiegato per l'intera partita col Porto, ha palesato più di un'incertezza (5), così come Gamberini (5+). Albiol (6 di stima), ha disputato due spezzoni di partita, entrambi nel secondo tempo, quando la squadra era in netto calo. In questo delicatissimo ruolo non ci sono ancora gerarchie e solo il prosieguo della preparazione offrirà a Benitez, e alla società, gli spunti per eventuali interventi di mercato.
Esterni bassi - Il più in palla è apparso Mesto (6+), seguito da un diligente Zuniga (6). Lontani dalla sufficienza Armero (5+), Maggio (5-) e Dossena (5--). All'ex Liverpool non manca certo l'impegno, ma sembra un destino che in terra britannica debba combinare disastri! (La fece grossa a Liverpool, regalando palla a Gerrard, e si ripetette a Chelsea...)
Centrocampisti - Solito Behrami (6+), combattivo e disciplinato nel ruolo; Dzemaili (6-) ci sta provando, ma la tentazione di spingersi in avanti è più forte di lui... Più rinfrancato Inler (6-) rispetto al finale di stagione, ma non è ancora quello straordinario di Udine. Buon impatto di Radosevic, ma con qualche pecca in fase di appoggio e nei lanci (5,5). Lì in mezzo,non guasterebbe un pò di qualità in più: il miglior Inler o... un Mascherano!
Esterni alti - Brilla solo Insigne (6,5), efficace anche nei ripiegamenti; benino Mertens (5,5) ma punge poco; ancora evanescente Callejon (5), probabilmente condizionato, come il belga, dalla lingua e dalla ricerca del miglior affiatamento coi compagni.
Trequartisti - Bene Hamsik (6,5), bene anche Pandev (7), ma il suo voto nell'Emirates è influenzato dall'impiego convincente come punta.
Punte - Detto di Pandev, sia Higuain che Calaiò non hanno impressionato: per loro nessun voto, ma un "impreparato" sì! Non giudicabile Novothny: 8 minuti in azzurro, prima di andare a fare esperienza in B?
Nel frattempo giunge notizia che il trofeo Emirates Cup 2013 è stato vinto dal Galatasaray (2-1 sull'Arsenal con doppietta di Drogba), la squadra che il Napoli aveva battuto per 3-1 al San Paolo lunedì scorso: calcio d'agosto!
Il bilancio è comunque positivo: la squadra comincia ad avere una sua precisa identità, frutto del lavoro di Benitez e dei preparatori. La due giorni di Londra ha mostrato un Napoli effervescente e solido per almeno un tempo, ma meno preparato atleticamente rispetto ad avversari di ottimo livello. C'è qualche elemento in rosa da valutare con attenzione; tempo ce n'è, e le sconfitte possono essere più salutari di vittorie effimere. Buon Lavoro Rafa!
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