Napoli-Fiorentina, le pagelle: Callejon infinito, Insigne ubriacante, Zielinski e Albiol di classe!

Zielinski: 7. Una scheggia nel recupero palla e nelle ripartenze. Più con il senso di orientamento preventivo che con il cemento muscolare. Prova di grande maturità.
Reina: 7. Colpo di reni e mano aperta su colpo di testa (piuttosto centrale) di Astori. Nell’area piccola non ci sono altri padroni, abile come di consueto nelle regie e nel dirigere i compagni.
Hysaj: 6,5. Bada al sodo più che allo stile, ma a tutta fascia il peso della sua falcata si sente. Bravo a contenere Chiesa nella ripresa quando Sarri lo dirotta a sinistra al posto di Strinic. L’espulsione (doppio giallo) è figlia della stanchezza.
Maksimovic: 6,5. E’ evidente il miglioramento nei movimenti complessivi quando c’è da tenere la linea. Con Albiol accanto si sente sicuro e chiude bene i varchi centrali e in anticipo. Precisi i passaggi.
Albiol: 7. In una posizione non sua e ancora con qualche residuo influenzale, sfoggia l’ennesima prestazione super tra contenimento, regie e pulizia tattica: Kalinic non prende un pallone.
Strinic: 5,5. Chiesa è una furia, gli procura non pochi problemi. Più impegno che risultati. Ma nel complesso tiene botta nel duello. (Dal 60’ Maggio: 6,5. Diagonale su Kalinic molto preziosa e poi una saggia e diligente copertura di zona).
Zielinski: 7. Una scheggia nel recupero palla e nelle ripartenze. Più con il senso di orientamento preventivo che con il cemento muscolare. Prova di grande maturità.
Diawara: 6,5. Apparentemente ha un passo pastoso, ma sa sempre dove posizionarsi. Gli serverebbe un maggiore pizzico di brio negli ultimi 30 metri.
Hamsik: 6,5. In leggero affanno rispetto alle ultime uscite e così è in ritardo in alcuni movimenti, ma offre comunque sostanza e l’assist decisivo per Callejon. (Dal 81’ Allan: 6. Perde un pallone pericoloso poi recupera senno e risulta prezioso nelle schermature della difesa).
Callejon: 7,5. Esperienza, qualità, quantità, tecnica, cinismo: un gigante per il quale ormai non ci sono più definizioni possibili. Uomo ovunque, è lui a trovare il gol vittoria con un movimento da fuoriclasse.
Pavoletti: 6. Un voto di stima. Ci mette tanta voglia e si muove più per istinto che per consapevolezza dei movimenti che, per ovvie ragioni, non conosce ancora. Nelle gambe non c’è traccia dell’infortunio, ma solo la voglia di imporsi. Due occasioni mancate, ma tanti buoni palloni recuperati. (Dal 63’ Mertens: 6. E’ un caso che entra lui e il Napoli segna? No, la difesa viola si concentra centralmente su di lui e si scopre lateralmente. Insigne nel finale lo serve in ritardo e lui non trova l’angolo a giro).
Insigne: 7. Ispiratissimo sin dalle prime battute. Colpisce due legni: nella prima occasione piega le mani a Tatarusanu, poi è troppo preciso impattando l’incrocio pieno. Sanchez ammattisce sotto i suoi colpi. Avvia l’azione del gol vittoria.
Sarri: 7. Voleva le semifinali e il Napoli obbedisce. La Fiorentina si copre bene e riparte, gli azzurri non giocano al meglio delle possibilità ma si vede la crescita mentale. Buone le prove di Maksimovic, convincente la scelta di schierare inizialmente Pavoletti in un ampio concetto corale di valorizzazione della rosa contemperando gli interessi complessivi.








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