Napoli-Bayern, l'incubo di Heynckes

Il tecnico dei bavaresi torna al San Paolo a ventidue anni di distanza dalla sconfitta rimediata contro Maradona e compagni nella semifinale di andata di coppa UEFA.
Sono passati più di venti anni da quel 5 aprile 1989, quando il Bayern, perdendo per 2-0 nella semifinale di andata di coppa UEFA, conobbe cosa significa giocare al San Paolo. Alla guida dei bavaresi c'era, allora come oggi, Jupp Heynckes che uscì sconfitto dal confronto contro Ottavio Bianchi. Il Bayern di quell'anno era una collettivo difficile da affrontare che eliminò dalla competizione l'Inter dei record di Trapattoni prima di infrangere i propri sogni di gloria nel doppio confronto contro i partenopei. Heynckes guidava una squadra tosta, capitanata da un difensore roccioso come Klaus Aughentaler e guidata in avanti dalla fantasia di Johnny Ekstroem, che poca fortuna aveva trovato ad Empoli qualche stagione prima. La formazione tedesca aveva un unico punto debole: la scarsa rapidità dei difensori. Il tridente azzurro riuscì a cogliere il tallone di achille dei bavaresi e mise a segno quattro reti nel doppio confronto con tre goal di Careca ed una di Carnevale. Il tecnico tedesco torna al San Paolo oggi, dopo quattro lustri. All'epoca, era un giovane allenatore che voleva ripetere quanto mostrato sui palcoscenici internazionali da calciatore con la maglia del Borussia Mönchengladbach. Oggi, Heynckes è un tecnico maturo che vanta un vastissimo bagaglio di esperienza, arricchito anche dall'esperienza in Spagna sulla panchina del Real Madrid nel 1997/98. Torna a Napoli per consumare la sua vendetta: tocca a Cavani e compagni fargli rivivere l'incubo di ventidue anni fa.







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