La faccia di Verdi dice tutto, ora sa bene dove è "finito". Anzi, dove è iniziata la sua avventura

I napoletani credono molto in lui, considerando inoltre che indossa la maglia numero 9, molto importante e vestita in passato da grandi giocatori.
A gennaio ha detto "no" al Napoli per finire il percorso di crescita al Bologna. Questa estate, finalmente, l'arrivo ai piedi del Vesuvio per poco più di 25 milioni di euro. Ancelotti per ora lo sta centellinando, ma Simone Verdi, ieri sera, ha capito a cosa aveva rinunciato e sa bene dove è "finito". Nel più unico che raro dei paradisi, come si dice da queste parti, abitato da diavoli. La sua faccia, quando ha ascoltato l'inno e l'urlo Champions, era una fotografia perfetta del momento, quasi a dire: "Ma dove sono capitato?". In senso buono, naturalmente.
Poi è entrato nella ripresa al posto di Ruiz e dopo la timidezza iniziale, figlia anche della spinta impressionante del pubblico, è riuscito a sfornare buone giocate mettendosi al servizio della squadra. La sua avventura da calciatore vero, con tutto il rispetto, è appena iniziata. I napoletani credono molto in lui, considerando inoltre che veste la maglia numero 9, molto importante e vestita in passato da grandi giocatori. Le qualità ci sono, manca un po' di personalità. Come ha detto di recente Goran Pandev, "Napoli è tutto per un calciatore, ti fa sentire un Re: che bello giocare per quella gente". Simone Verdi ieri l'ha "ufficialmente" capito. Al triplice fischio guardava incredulo il pubblico e anche il tabellone che indicava il risultato: Napoli 1 - vicecampioni d'Europa 0. Incredibile, ma vero. Un sogno. Come il suo, che sta decollando.







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