La decisione del Napoli a Liverpool è un doppio indizio di mercato, Dries Mertens perciò non ride più

Callejon e Mertens sempre più lontani, Insigne è un caso spinoso. La responsabilità di guidare il gruppo potrebbe cadere sulle possenti spalle di Koulibaly.
Il pareggio in casa del Liverpool e gli ottavi di finale a un passo hanno restituito distensione in casa Napoli. Una prestazione che ha indotto anche il presidente Aurelio De Laurentiis a "scendere in campo" con un posto al miele nei confronti del suo mister e dei suoi calciatori. C'è lo spazio per ricucire lo strappo? I tifosi se lo augurano di cuore per tornare a sognare. Per le sanzioni c'è tempo e modo per parlarne in privato, probabilmente domani. Ma il punto strappato in terra inglese ha come simboli i ritrovati Kalidou Koulibaly, con i gradi del capitano sul braccio, e Allan, vero leone. Di contro, però, c'è un Dries Mertens che non esulta dopo il gol. O, almeno, non è stato lo stesso di sempre dopo una delle sue prodezze.
Il belga, involatosi sul filo del fuorigioco, da posizione defilata ha trafitto Alisson, miglior portiere al mondo. Anche dopo la partita è stato polemico rispedendo al mittente i tentativi di interviste: "Non parlo, altrimenti devo pagare". Chiaro il riferimento al pugno duro del suo club. Dietro il volto rabbuiato del belga c'è anche la decisione del Napoli di dare la fascia da capitano a Koulibaly e non a lui: con Insigne fuori e Callejon in panchina, anzianità e presenze avrebbero voluto proprio Mertens come capitano. Una scelta non casuale - scrive Calciomercato.com - volta a dare anche un chiaro segnale sul Napoli che verrà, un Napoli del quale salvo sorprese Mertens non farà parte. Il contratto in scadenza non ha inciso sulla prestazione, come ribadito da De Laurentiis al termine dell'incontro, ma la trattativa per il rinnovo non è mai decollata e allo stato attuale dei fatti, al termine della stagione sarà addio. E la fascia negata all'attaccante contro il Liverpool va solo a confermare come questo scenario prenda sempre più corpo: impossibile dare i gradi del capitano a chi, al momento, è destinato a lasciare la squadra tra pochi mesi, che sia a gennaio (improbabile) o a fine campionato.
Un indizio importante sul futuro di Mertens ma non solo, perché la fascia assume anche il valore di segnale anche per Koulibaly, tornato ad altissimi livelli ad Anfield di fronte a Van Dijk, colui che contende a Messi il Pallone d'Oro. Tra luglio e novembre lo stesso senegalese è stato protagonista fuori dal campo: la scorsa estate il no del Napoli alla ricchissima offerta del Manchester United, poi la partecipazione attiva all'ammutinamento e l'inevitabile riaccendersi delle voci su un suo possibile addio agli azzurri. La società però è sempre stata ferma nelle sue intenzioni, Koulibaly non si deve muovere e anzi, deve essere uno dei pilastri per il futuro. La fascia di capitano diventa quindi un messaggio chiaro e forte, un assaggio di quello che attenderebbe il centrale qualora proseguisse la sua avventura in Campania: con Callejon e Mertens sempre più lontani e Insigne un caso spinoso da risolvere, la responsabilità di guidare il gruppo a partire dalla prossima stagione potrebbe cadere proprio sulle possenti spalle di Koulibaly. Il Napoli ha scelto e mandato un duplice messaggio con la sola fascia di capitano: Mertens è il presente ma tende verso il passato, per il futuro la società è pronta ad affidarsi a Koulibaly.







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