L'Inter rientra a Milano, volti scuri e silenzio. A Malpensa un solo tifoso: "Io unico pirla"
L'arrivo del pullman della squadra di Simone Inzaghi, scortato dalla polizia, è avvolto nel silenzio. I calciatori non hanno voglia di interagire con nessuno.

Sarà ricordata a lungo la pesante sconfitta per 5-0 contro il PSG nella finale di Champions League: il day-after per l'Inter è durissimo. Al rientro a Milano l’atmosfera è da non credere: ad accogliere la squadra a Malpensa un solo tifoso, Marco: "Sono io l’unico pirla", ripete tra delusione e autoironia.
L’arrivo del pullman della squadra di Simone Inzaghi, scortato dalla polizia, è avvolto nel silenzio: i calciatori sono scuri in volto, non hanno voglia nemmeno di parlare. C'è la triste consapevolezza di un sogno infranto, il secondo dopo la finale di due anni fa contro il Manchester City di Pep Guardiola. Almeno in quel caso la squadra diede prova di grande forza e sfiorò l'impresa, mentre ieri la debacle è stata netta.
De Vrij è il primo a uscire dal terminal, seguito dagli altri, l'ultimo invece è Acerbi, l’unico ad accennare un saluto. Thuram e Inzaghi non si rendono conto nemmeno dei pochi tifosi presenti. La tensione era alle stelle per pensare di interagire. Occhi bassi e passi lenti. La squadra è senza forze mentali. A breve inizierà il Mondiale per Club, ma ora è il momento della delusione per quella festa già pronta che resterà nel "cassetto" in attesa di altre occasioni.
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