Il Napoli e il rapporto "odio-odio" con la Champions: Maradona, Mazzarri, Sarri e i record pazzeschi!


Redazione
Coppe
16 DIC 2018 ORE 00:58

L'unica volta che il Napoli ha avuto un girone abbastanza abbordabile (nel 2017, con Sarri) ha scontato la fortuna trovandosi agli ottavi il Real di Ronaldo.

Guarda secondo me con la Champions tenimme lo stesso rapporto intenso che avevo io con la scuola... ecco proprio 'nu rapporto di odio-odio. Forse dall’altra dimensione il tifoso più illustre della storia della SSC Napoli, Massimo Troisi, avrà commentato con ironia malinconica l’ennesima eliminazione beffarda della storia azzurra nella competizione continentale più ambita. Il rapporto di odio-odio con l’allora Coppa dei Campioni, nacque nel 1987, il Napoli reduce dal double (scudetto e coppa italia) era tra le logiche favorite del torneo, ma un sorteggio terribile accoppiò gli uomini di Bianchi al mitico Real di Butragueno e Hugo Sanchez.

All’andata il leggendario miedo escenico del Bernabeu, paralizzò gli azzurri, nonostante si giocasse a porte chiuse, il 2 a 0 dei madrileni fu ineccepibile eppure la palla per vivere il ritorno con più serenità capitò sui piedi di Giordano, l’ex laziale si divorò un gol che in circostanze normali avrebbe segnato bendato. Maradona, che già all’andata con un’intervista provocatoria alla Muhammad Alì disse: “Ce li mangiamo” era comunque fiducioso di ribaltarla davanti ai 90 mila del San Paolo, del resto gli azzurri recuperavano anche il pezzo forte del mercato estivo, il micidiale centravanti brasiliano Antonio Careca, assente all’andata. 

I primi 40 minuti del match sono ancora oggi una delle leggende, dell’era dell’oro maradoniana più raccontate di padre in figlio, dopo il gol quasi in apertura di Franchino stavolta è Careca a fallire un gol semplice per un bomber della sua caratura, e così a fine primo tempo arriva il gol dell’avvoltoio Butragueno che sfrutta un errore di Ferrara e fa naufragare il sogno azzurro, la coppa fu poi vinta dal Psv di Guus Hiddink. Nel 1990-91 si ripresenta la grande occasione, il Napoli ha ormai esperienza europea (ha vinto la Uefa del 1989) detta legge da 4 anni in Italia con due scudetti e due secondi posti, tutti aspettano una finale a Bari tra Milan e Napoli, regine di fine anni 80, non sarà così. Il Napoli dopo aver superato agevolmente l’Újpest, (con Maradona che all’andata segna i suoi unici due gol in Coppa Campioni, uno di questi in sublime sforbiciata) pesca lo Spartak di Mosca. All’andata il Napoli coglie uno strettissimo 0 a 0 per gioco prodotto e occasioni create, al ritorno Diego non parte con la squadra, la cocaina che prima era “solo” un vezzo ora si è trasformata in un vizio che gli sta rovinando la vita. Moggi a Capodichino esplode: “Dobbiamo stabilire che Maradona è un dipendente del Napoli, e non viceversa. Chi non parte con la squadra a Mosca non giocherà”. El Diez a Mosca entrerà nel secondo tempo al posto di Zola, il Napoli è ancora una volta sfortunato e viene eliminato ai rigorI, Diego segna il suo, sbaglia Baroni eroe del secondo scudetto pochi mesi prima. Insieme all’Unione Sovietica nel 91 finisce anche l’età dell’oro del calcio partenopeo con il grande rimpianto di aver avuto il più grande calciatore di sempre e non essere riusciti a vincere la Coppa dalle grandi orecchie.

RECORD PAZZESCHI - Il resto è storia recente e sembra che la storia del Napoli di De Laurentiis in Champions sia legge di Murphy applicata al calcio. L’impresa di Mazzarri di passare un girone infernale con City e Villarreal vanificata agli ottavi da quel maledetto salvataggio sulla linea di Cole su Maggio, quel gol avrebbe regalato il 4 a 1 necessario per vivere con serenità il ritorno a Stamford Bridge, nella tana del Chelsea, che poi vincerà la Champions con Di Matteo. E i due 11 dicembre tremendi quello del 2013 (girone concluso a 12 punti con Borussia e Arsenal, primo record negativo e pazzesco) e quello del 2018, fatale in entrambi i casi la maledetta differenza reti (secondo record negativo e pazzesco).

E pensare che l’unica volta che il Napoli ha avuto un girone abbastanza abbordabile (nel 2017, con Sarri) ha subito scontato la fortuna trovandosi agli ottavi il Real di Zidane e Ronaldo, Real che vincerà poi tre Champions consecutive. Champions, ma c'amma fà p'avè nu poco 'e bene? Canterebbe modificando leggermente un suo blues immortale  Pino Daniele.

Fabio Gentiluomo

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