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FUORI CAMPO - Finale di Roma, la notte più affascinante


Gaetano Capaldo,
Pubblicato nella sezione Coppe
FUORI CAMPO - Finale di Roma, la notte più affascinante

La finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma, dinanzi a settantamila spettatori allo stadio e milioni dinanzi ai teleschermi di tutto il mondo, rappresenta uno dei momenti più alti della storia del Napoli.


Il momento fatidico è dietro l'angolo, mancano due giorni alla grande finale. L'Olimpico di Roma sarà il teatro della sfida tra Napoli e Juventus, e basterebbe questo per giustificare la spasmodica attesa. Aldilà della presenza di una storica rivale come avversaria, la finale di Roma è forse uno degli eventi più affascinanti della storia del club azzurro. Non ha la stessa importanza della doppia finale di Coppa Uefa nel 1989 ma rappresenta un'assoluta novità nella storia del Napoli: una finale in notturna, giocata in un Olimpico gremito, che verrà trasmessa in tutto il mondo. Sarà un evento diverso dalle altre finali giocate a Roma: le sfide contro Spal e Verona del 1962 e del 1976 non possono paragonarsi quando a fascino alla partita contro la Juventus, mentre la finale contro l'Inter del 1978 fu giocata in uno stadio mezzo vuoto, nella quasi indifferenza del pubblico, dopo l'inizio dei mondiali in Argentina. Stesso discorso per le doppie finali di Coppa Italia contro Atalanta (1987), Sampdoria (1989) e Vicenza (1997): nessuna di queste tre sfide può paragonarsi alla notte da leggenda che il Napoli vivrà domenica. Anche la Supercoppa del 1990, giocata al San Paolo, ebbe un sapore diverso: giocata all'inizio della stagione, dopo la sbornia dello scudetto vinto pochi mesi prima, rappresentò quasi un prolungamento dei festeggiamenti della primavera precedente. La Coppa Italia, tra l'altro, ha riacquistato l'antico splendore: dopo anni di oblio, è tornata ad essere una competizione importante e seguita. A ciò ha contribuito il ritorno della finale unica a Roma, sotto gli occhi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A tal proposito, sarebbe veramente bello vedere un napoletano che premia il Napoli. Prima, però, bisognerà battere la Juventus. E sarà tutt'altro che facile. I bianconeri sono più freschi rispetto al Napoli: sono scesi in campo 42 volte in questa stagione mentre il Napoli è stato impegnato in 50 incontri. Sono una squadra solida, capace di concludere il campionato imbattuta. Ma tutto questo potrebbe non contare più di tanto in una gara unica. Le finali fanno storia a sè e possono essere decise da un episodio. E' per questa ragione che la squadra azzurra deve presentarsi all'Olimpico senza troppi timori reverenziali verso una squadra che proprio contro gli uomini di Mazzarri andò vicina alla prima sconfitta stagionale. Bisognerà tenere alta la concentrazione, però. Negli ultimi giorni, si è parlato troppo di mercato e delle questioni legati a Lavezzi, E' il momento di mettere tutto da parte, focalizzando la propria attenzione sulla sfida di domenica prossima. Dopo la finale, si potrà parlare di tutto: della clausola di Lavezzi, di Cavani alle Olimpiadi e dei possibili nuovi arrivi. Ma ora c'è un trofeo da portare a Napoli, dopo ventidue anni. Era il 1 settembre 1990 quando Maradona alzò al cielo la Supercoppa italiana, vinta al San Paolo sconfiggendo la Juventus per 5-1. I tempi sono maturi per un altro trionfo, la città e i tifosi se lo meritano.

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