Dinamo Kiev-Napoli dalla A alla Z: questione "di testa", gli zii polacchi e il quesito non da poco

S facciato e beffato: Yarmolenko, uomo simbolo della Dinamo Kiev, alla vigilia, aveva fatto un po' lo sbruffone. "Il Napoli è stato battuto dal Dnipro, possiamo batterli anche noi".
A rrembanti con la schiena scoperta: Hysaj e Ghoulam meglio in affondo che in difesa. L’algerino trova, finalmente, il cross perfetto. E Milik lo arpiona di capoccia.
B enfica, la prossima avversaria del Napoli al San Paolo nella seconda giornata di Champions. 28 settembre ore 20.45, Stadio San Paolo. Non mancherà il ricordo della gara di Europa League nel 2008 e quel pizzico di voglia di rivincita. Gli azzurri di Reja vinsero 3-2 a Fuorigrotta ma al ritorno maturò l’eliminazione in Portogallo: 2-0 e tutti a casa.
C apelli. Insigne sempre più biondo e meno incisivo. Dovrebbe ricordare la storia di Sansone, ma non il suo collega ex Sassuolo oggi al Villarreal.
D oppietta, sembra essere l’arma preferita dal Napoli in questo inizio di stagione. Pescara, Milan e Dinamo Kiev: Mertens, Callejon e doppietta di doppiette per Milik.
E sagerazioni: “Il Napoli ha segnato a tempo scaduto, il primo tempo era finito da almeno 15 secondi, l’arbitro avrebbe potuto anche fischiare prima”. Ormai tutti dicono tutto.
F alciato, il guardalinee nella ripresa viene travolto da un calciatore della Dinamo.
G iornalisti: Paolo Prestisimone e Vittorio Raio ci lasciano. La vittoria del Napoli è naturalmente dedicata a loro.
H amsik, meravigliosamente Hamsik. Nel bene e… nel male come ieri sera. Prestazione opaca.
I nizio molle del Napoli: Albiol regala un pallone a centrocampo e Sydorchuk ci prova con uno spiovente dalla distanza al pronti-via. Reina si allunga all’incrocio e mette in corner. Poi alcuni minuti dopo arriva il gol dei padroni di casa.
L egno di Mertens, il furetto belga sguscia via nella ripresa prima di mirare l’angolo da posizione angolata: tiro perfetto, pure troppo, il pallone non gira e finisce sul palo.
M annagg’, le parole dello stesso Dries a fine match per commentare in napoletano l’accaduto.
N aso adunco, come un rapace. Milik dà la sensazione, al momento, di poter essere più potente in volo come un aquila che palla al piede.
O ssigeno, che manca a qualche giocatore azzurro. Ma è normale in questa fase, e proprio per questo cresce la curiosità di vedere i nuovi: Giaccherini, Rog, Diawara e Maksimovic.
P alombelle, due, di testa: Milik perfetto centroboa. La “capata” è un’altra però: in tanti insistono con un paragone che è come una certa isola, non c’è.
Q uesito non da poco: perché il Napoli deve giocare ancora una volta di sabato pur avendo giocato in Champions e, per tale motivo aveva giocato ancora una volta al sabato? Ah saperlo…
R osso per Sydorchuk. Dopo un intervento durissimo che gli è valso il giallo, una simulazione in area da cascatore navigato. De Laurentiis di solito non usa gli stuntman.
S facciato e beffato: Yarmolenko, uomo simbolo della Dinamo Kiev, alla vigilia, aveva fatto un po’ lo sbruffone. “Il Napoli è stato battuto dal Dnipro, possiamo batterli anche noi”.
T esta, quella di Milik e quella del girone di Champions dove ci sono gli azzurri. Il Napoli dovrà lavorare proprio di… testa.
U omo ovunque. Per descrivere la prestazione di altissimo livello, l’ennesima, di Callejon, si può ricorrere solo alle solite banalità come “uomo ovunque”.
V antaggio da gestire meglio: quando il Napoli ritrova la strada e rimette il punteggio sui binari giusti, viene fuori qualche sbandamento di troppo. Aspetto caratteriale da limare a prescindere dalla condizione atletica
Z io Linski, Zielinski ribattezzato “zio” per la sua personalità quando viene chiamato in causa. E’ già un riferimento sia dall’inizio che a partita in corso. Lui e Arek sono gli zii polacchi!








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