De Laurentiis, Zhang e gli altri presidenti diano un segnale a FIFA e UEFA: il calcio va fermato!

I numeri impressionanti della pandemia dovrebbero spingere autonomamente i club a prendere decisioni drastiche senza aspettare follie altrui.
"Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie". Questa è la definizione di pandemia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute. E dunque, "il coronavirus è una pandemia". Non più un'epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma diffusa in tutto il pianeta. L’Organizzazione di Ginevra lo ha dichiarato attraverso il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ammettendo un’evidenza che era sotto agli occhi di tutti da giorni: i contagi sono diffusi in ogni continente a eccezione dell’Antartide. I paesi colpiti sono 114 su un totale di 193, soprattutto nell’emisfero nord. Da quando è comparso, a dicembre 2019, il coronavirus ha causato oltre 118 mila contagi e 4.200 vittime.
Numeri impressionanti che non fanno dormire sonni tranquilli. Cosa aspettano Fifa e Uefa per fermare il calcio fino a data da destinarsi? Non bastano i primi casi a far scattare lo stop? I calciatori sono preoccupati come tutti, perchè evidentemente, ma forse qualcuno lo ha dimenticato, sono esseri umani pure loro. In Serie A sono tanti i club che si sono fermati e le squadre non si allenano. Il Napoli è in attività (ancora per poco, c'è da immaginarlo) perchè la Uefa non ha ancora comunicato ufficialmente lo stop della Champions. Ma De Laurentiis, Zhang e gli altri presidenti di club impegnati nelle Coppe, dovrebbero fermarsi a prescindere senza aspettare le eventuali follie altrui. I club stiano accanto ai propri tesserati. E' il momento di fare famiglia, anche se ognuno a casa propria.
Luca Cirillo








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