Braga-Napoli, pagelle: Di Lorenzo super, difesa horror. Osi a metà, due "casi" e il solito 10
I campioni d'Italia vincono all'esordio in questa edizione della Champions contro il Braga, ma ancora troppe le sbavature. E non solo in difesa.

I campioni d’Italia vincono all’esordio in quest’edizione della Champions League: in Portogallo, il Napoli di Rudi Garcia batte il Braga per 2-1 grazie ad una rete di Di Lorenzo e ad un autogol di Niakaté nei minuti finali dopo il momentaneo pareggio di Bruma all’84’. L’avvio dei partenopei non è dei migliori: i padroni di casa ci provano con Ricardo Horta che non trova lo specchio della porta da posizione favorevole: provvidenziale deviazione di Olivera e tocco di Meret. E’ poi Osimhen a rifiutare un clamoroso regalo di Fonte che sbaglia un retropassaggio: Victor si ritrova tutto solo davanti a Matheus in uscita, ma lo colpisce in pieno. Gli azzurri trovano compattezza e ci credono: occasione ancora con il bomber nigeriano e con il capitano fermati da un legno e da un estremo difensore in versione superman. Poi si fa male Rrahmani, sostituito da Ostigard. La porta dei portoghesi sembra stregata quando Osimhen prima sfiora il palo di testa e poi spacca la traversa con una conclusione dal limite dell’area. La risposta è nella girata volante di Abel Ruiz: la sua incornata di testa finisce a centimetri dal palo. Dopo un calcio di rigore cancellato dal VAR (fallo di Osimhen su Niakaté e non viceversa) il Napoli trova il vantaggio con il suo capitano: Di Lorenzo si coordina e calcia con il mancino dopo una sponda del nigeriano, il pallone si infila appoggiandosi all’incrocio.
Nel secondo tempo il Napoli ha una buona occasione con Anguissa: il camerunense è in pessima serata. I lusitani hanno con Ricardo Horta la chance dell’1-1 ma il suo tiro termina largo. Azzurri ancora spreconi con Zielinski che manda a lato a due passi dalla porta. Il Braga tira un sospiro di sollievo, prende campo e coraggio. Bruma trova il pareggio di testa dopo un ottimo inserimento con Juan Jesus che lo tiene in gioco e se lo lascia scappare condividendo con i compagni responsabilità. Il Napoli non crede ai propri occhi e reagisce: da un cross di Zielinski nasce l’improvvida deviazione di Niakaté nella sua stessa porta. Autogol decisivo e 2-1 per i campani che gioiscono. Nei secondi finali Meret è fortunato: il tiro di Pizzi termina sul palo. Le pagelle di Areanapoli.it
Meret: 6. Reattivo al pronti-via, preciso sulle uscite e con il pallone tra i piedi. Sul gol non ha responsabilità: serviva un miracolo e lui non sempre li fa.
Di Lorenzo: 7,5. Con Politano ricrea la catena di destra cara a Spalletti tra sgroppate e contenimento. E’ lui a segnare il gol del vantaggio – bellissimo – ed è sempre lui ad essere riferimento assoluto per i compagni tra aspetti psicologici e ritmo.
Rrahmani: sv. Aveva saltato la sfida col Genoa per precauzione, ma evidentemente non era ancora pronto e dopo 13 minuti alza bandiera bianca. Dal 14’ Ostigard: 5-. Lanci di troppo ed errori grossolani in difesa dettati anche da evidente ansia. Da un suo errore in uscita nasce il break che porta al gol del Braga: nell’occasione è lento a rientrare. Non appare solido come sarebbe necessario.
Juan Jesus: 5,5. Qualche responsabilità sul gol di Bruma c’è tra posizionamento e lettura, ma non è l’unico “colpevole”. Nel complesso non è granitico e anche in costruzione fa fatica.
Olivera: 5,5. Troppi rischi in difesa contro avversari tutto sommato per nulla irresistibili. In avanti si vede meno di quanto sarebbe necessario.
Anguissa: 5-. Garcia lo lascia in campo tutta la partita nonostante sia in evidente affanno. E’ un modo per fargli mettere benzina nelle gambe e per dargli fiducia, ma quanti errori e rischi inutili. Perde un pallone sanguinoso al limite dell’area e per rimediare commette fallo da ammonizione. Ricardo Horta gli fa girare la testa. Anche in difesa ne indovina poche. Cosa succede? E' un "caso".
Lobotka: 6,5. E’ l’unico in mediana ad avere sempre il polso della situazione e le letture giuste. Va a rimediare con grande abnegazione agli errori dei compagni e appena può si mette a dirigere il traffico.
Zielinski: 6. Si sveglia, poi si addormenta, quindi si assenta e ogni tanto rientra. Sciupa l’azione del possibile 0-2 con una conclusione a metà tra tiro e cross. Nella mischia non dà un contributo palpabile: la prova non sarebbe del tutto soddisfacente, ma è comunque lui a calciare con forza generando l’autogol del Braga. Dal 90' Natan: sv. Finalmente in campo. Una scivolata pericolosa in area e un pallone calciato lontanissimo.
Politano: 6,5. Il feeling con Di Lorenzo è l’unico aspetto notevole della prova del Napoli. L’esterno della nazionale strappa e semina il panico senza dimenticare la fase di non possesso. Alla lunga perde smalto complice il recente problema fisico. Garcia lo sostituisce. Dal 65' Raspadori: 6. Approccio elettrico alla sfida, svaria su tutto il fronte d’attacco per non dare riferimenti. In un’occasione serve bene Osimhen che lo ignora sul passaggio di ritorno.
Osimhen: 6,5. Non è ancora il felino affamato apprezzato lo scorso anno, ma quanta sfortuna tra super parate del portiere avversario e una traversa da fuori area che ancora trema (non si sa come abbia retto senza spaccarsi). Calo vistoso nel secondo tempo: quasi mai in anticipo, poco lucido nelle trame con i compagni. Il cartellino giallo che rimedia per proteste è quanto di più odioso si possa vedere in campo: a Spalletti, ad esempio, dava un fastidio enorme e lo sa anche Victor. Dal 90’ Simeone: sv.
Kvaratskhelia: 5,5. Gli basta ricordarsi chi è e in quell'attimo crea il panico o la giocata di tacco. Sono, però, più i momenti in cui dimentica. E' ancora lontano dalla forma migliore. Una sufficienza sarebbe anche giusta, ma al tempo stesso avrebbe il sapore dell'offesa. E' senza dubbio un altro "caso" (solo psicologico?) da risolvere. Dal 65' Elmas: 6. Entra in un momento complicato della partita e si abbassa molto sulla linea dei difensori. E' lui ad alimentare l'azione che porta al traversone vincente di Zielinski.
All. Garcia: 6. Il suo Napoli è un cantiere aperto tra rivoluzioni tattiche, aspetti psicologi ed equilibri tutti da costruire. La squadra avrebbe meritato un successo più largo per le tante occasioni sciupate tra errori, sfortuna e miracoli del portiere, però gli errori difensivi, le amnesie improvvise e i 15 minuti finali contro una squadra tutto sommato modesta, tolgono ancora il sonno.
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