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Barcellona-Napoli, pagelle: Osi-meno, Lobotka faro. Anguissa delude, i voti a Calzona e Kvara

I partenopei vanno sotto e rischiano la goleada, tuttavia riescono a rientrare in partita. Un rigore negato, un gol sbagliato e troppi errori: catalani ai quarti.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

13/03/2024 03:29 - Coppe
Barcellona-Napoli, pagelle: Osi-meno, Lobotka faro. Anguissa delude, i voti a Calzona e Kvara

Il Barcellona non approdava ai quarti di Champions dal 2020. Era un periodo drammatico per l’umanità alle prese con il Covid-19. I catalani eliminarono proprio il Napoli di Gattuso e sempre agli ottavi. E anche questa volta a passare sono i blaugrana: dopo l’1-1 del Maradona, il 3-1 allo Stadio Olimpico di Montjuïc. Arriva così la prima sconfitta per mister Francesco Calzona alla sesta gara della sua gestione tra campionato e coppe. Ma è pesantissima perché coincide con l’eliminazione dalla Champions League e con la mancata qualificazione (che era ancora possibile) al Mondiale per club che si giocherà nel 2025. I partenopei, di bianco vestiti, in campo con la formazione “migliore” possibile: Mario Rui a sinistra, Traorè in mediana e Juan Jesus in difesa, poi i soliti nomi. Tra i padroni di casa il 17enne Cubarsì, al debutto in Champions, e il 16enne Lamine Yamal a destra nel 4-2-3-1 con Lewandowski in attacco. Xavi senza paura: due minorenni in una partita ad eliminazione diretta e record per il Barcellona. Dopo i primi minuti di studio, i padroni di casa si scatenano tra il 15’ e il 17’: prima il gol di Fermin, servito in una prateria, poi Cancelo, freddo a ribadire in rete un tiro di Raphinha finito sul palo. L’azione che porta al raddoppio è caratterizzata da una ripartenza rapidissima costruita dallo scatenato Yamal. Il Napoli rischia l’imbarcata. Kvara fa fatica ad azionarsi, Osimhen prova a trovare profondità, ma si fa beccare quattro volte in off-side. Poi improvvisamente la fiammata: come contro il Sassuolo, schema sulla destra con Di Lorenzo che fa correre Politano in diagonale sul fondo, palla dietro per l’accorrente Rrahmani e gol che riapre la partita. Passano pochi minuti e Ter Stegen nega a Di Lorenzo, perfettamente pescato in area da Mario Rui, il gol del pareggio. Il Barcellona accusa il colpo, ma Traoré, servito da Kvaraktskhelia in area, non ha l’istinto del killer.

Nel secondo tempo il Napoli inizia con lo stesso piglio: ritmo e baricentro alto alla ricerca del gol. Osimhen viene atterrato in area, netto il pestone di Cubarsí, ma lo scarso arbitro Makkelie non concede la massima punizione e non viene richiamato al VAR. Il Barcellona prova a scuotersi due volte con Raphinha, poi con Lewandowski, ma Meret è attento e para. Poi gol annullato a Lamine Yamal per fuorigioco netto, quindi ancora tentativi di Gundogan e Lamine Yamal. Calzona inserisce Olivera e Lindstrom per Mario Rui e Politano, ma i cambi si rivelano sbagliati, soprattutto l’avvicendamento a sinistra tra il “professore” e l’uruguaiano. Poi entra Raspadori per Traoré. All’80’ la grande occasione mancata dal Napoli proprio con i nuovi entrati: Olivera pesca Lindstrom solo in area, ma il colpo di testa del danese finisce di poco a lato. Errore imperdonabile. Gol mancato, gol subito. Tre minuti dopo Lewandowski segue un’azione rapida in verticale e spinge in rete un delizioso assist di Sergi Roberto, bravo a scambiare con Gundogan. Nel finale una traversa di Olivera e poco più. Le pagelle di Areanapoli.it.


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Meret: 6,5. Impallinato per due volte in 120 secondi tra il 15’ e il 17’, ma non ha colpe. Salva il Napoli – ed evita il tracollo - in diverse occasioni sui tiri dei vari Raphinha, Lewandowski e Gundogan. Una buona prova. 

Di Lorenzo: 5-. Raphinha e Cancelo fanno quello che vogliono nei primi 20 minuti. Poi il capitano ritrova brillantezza: prima avvia l’azione del gol della speranza, poi sfiora il pareggio. Nella ripresa di nuovo troppi errori e il Barcellona trova varchi ancora sul suo lato come in occasione del 3-1.   

Rrahmani: 6. In occasione dei due gol del Barcellona è come un argine di cartone nella tempesta. Pian piano rimette insieme i pezzi: prima il gol con il quale riapre la partita, poi una discreta prova difensiva e in impostazione. Nel finale si arrende anche lui.

Juan Jesus: 5. Di buono un intervento importante su Fermin Lopez a fine primo tempo, ma è l’unica nota positiva in una notte difficile: dà l’anima tra marcature e fase di possesso (troppi errori), ma non basta per tenere testa alla furia tecnica dei catalani, soprattutto perché spesso mancano le giuste distanze tra i reparti.

Mario Rui: 6. Yamal è una freccia e fermarlo è difficile per tutti. Il portoghese trova le distanze e le letture con il passare dei minuti e serve un ottimo assist a Di Lorenzo: Ter Stegen si supera. Buona l’intesa con Kvaratskhelia. Dal 65’ Olivera: 5,5. Yamal lo mette subito in difficoltà e lo costringe al fallo da ammonizione (anche se il cartellino sembra un po’ eccessivo). Tanti errori e troppa fatica in contenimento. E’ lui a servire il pallone del possibile pareggio a Lindstrom, poi colpisce la traversa.

Anguissa: 5-. Inizia malissimo: sotto la cascata blaugrana non apre nemmeno l’ombrello. A centrocampo è impalpabile: Fermin lo fa a fettine e non solo lui. Quando si ricorda di essere un buon giocatore e aumenta il ritmo, si rivedono anche buone giocate nelle due fasi, ma i blackout sono dietro l’angolo come in occasione del 3-1 del Barcellona.

Lobotka: 7-. Xavi lo ha indicato come giocatore che strapperebbe volentieri al Napoli e il motivo c’è. Yamal lo sorprende nell’avvio dell’azione del 2-0, ma è l’unico a lottare con ardore e ordine nelle due fasi. Se i partenopei restano in piedi è grazie a lui.

Traorè: 5. Nella lotta si vede poco e quando appare è falloso. Ed infatti rimedia pure un giallo. Negli ultimi 20 metri è poco reattivo. Qualche spiraglio interessante non manca, ma al Napoli serviva un centrocampista pronto, non un potenziale campioncino da rigenerare. Dal 78’ Raspadori: sv. Accelerazioni e cross pericolosi: non è poco, ma non basta. Fare meglio era difficile.

Politano: 6. In ripiegamento e in contenimento diversi errori a prescindere dalla solita generosità, ma quando riesce ad affondare i colpi è sempre pericoloso. E’ lui a servire a Rrahmani il pallone perfetto per accorciare le distanze. Dal 64’ Lindstrom: 4. Avrebbe potuto riscattare in un colpo solo l’intera stagione, quella sua e quella del Napoli dando anche un senso ai 30 milioni spesi per acquistarlo. E invece il suo colpo di testa da posizione clamorosa finisce a lato. La nuvola di Fantozzi colpisce ancora.

Osimhen: 4,5. Araujo e Cubarsì lo soffocano in una morsa senza tregua. Le uniche volte in cui prova a scappare, cade ripetutamente nella trappola del fuorigioco. C’è, ma non graffia. Unica nota importante: conquista un rigore, ma l’arbitro fa continuare. Direttore di gara peggio del nigeriano: voto 4. 

Kvaratskhelia: 6-. Koundé riesce a tenerlo a bada nel primo tempo, poi il georgiano prova a scuotersi nella ripresa con buone accelerazioni e qualche conclusione insidiosa. La verve c’è, ma gli manca il ritmo per poter impensierire gli avversari. E’ pur vero che i compagni dovrebbero assecondarlo di più. Nel finale sfiora il gol e dialoga bene con Olivera. La partita, però, era ormai compromessa. Dal 92’ Ngonge: sv.

All. Calzona: 5,5. Napoli inguardabile nei primi 20 minuti, tra centrocampo e difesa uno spazio enorme sfruttato a dovere dal Barcellona. Poi finalmente la reazione: il gol che riapre la partita e tante occasioni per rientrare in corsa. L’arbitro nega un rigore incredibile ai partenopei, Lindstrom divora la rete del pareggio. Gli alibi per il tecnico non mancano, ma in difesa si continua a ballare troppo.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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