Ancelotti "furbo" e alla Coppi, la sottigliezza su Di Lorenzo, Osimhen e Kvaratskhelia

Carlo Ancelotti, l'uomo calmo e verticale, è apparso insofferente nel corso della conferenza stampa di ieri al Maradona.
Carlo Ancelotti non sembrava sereno e nemmeno a suo agio nel corso della conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Real Madrid. Ha dato (almeno a chi scrive) la sensazione di essere un po' annoiato, un po' contrariato, un po' teso, a tratti infastidito - a Napoli in certi casi si dice 'nziriuso (lamentoso) - e soprattutto non vedeva l'ora di andar via da lì... E' stato al suo posto con il piglio del grande professionista che è, ma al pronti via ha chiesto ai fotografi di non perdere tempo perché - come Coppi che volava in salita per mettere fine all'agonia prima possibile - voleva affrontare subito la "cosa da protocollo" per terminare in breve tempo. Si notavano, dietro la maschera da uomo calmo, l'agitazione e l'irrequietezza.
Non di certo per la partita e per preoccupazioni che ovviamente non ha, ma perché quando sei costretto a fare quel che non ti va, si vede. E' solo una sensazione, sia chiaro, e forse anche sbagliata, tuttavia quando ha detto "complimenti a Di Lorenzo che ha dimostrato che attraverso la serietà e anche la qualità che ha, ma soprattutto la professionalità, si riesce, non dico a raggiungere, ma a stare ad alti livelli". Si, certo, ha detto che è uno dei migliori terzini d'Europa, ma la sfumatura sta nel fatto che ha specificato che è tra i migliori "in relazione alla progressione che ha avuto, in quel senso là". In pratica Di Lorenzo - interpretando le parole di Ancelotti - non ha le stimmate del campione e nemmeno lo è diventato del tutto, però con il grande lavoro fatto e che fa, riesce a stare ad alti livelli. Concetto simile espresso in risposta a chi gli ha chiesto di Osimhen e Kvaratskhelia. Finissimo Carletto, finissimo. Mentre correva veloce con le sue dichiarazioni trancianti, lasciava segni e un pizzico di ruota sull'asfalto per far durare di più le analisi. A chi ovviamente ha voglia di farle. E bravo Don Carlo, 'o Rre di Coppa amante di Coppi.






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