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Zuniga, il ritorno: 527 giorni vissuti pericolosamente


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Pubblicato nella sezione Campionato
Zuniga, il ritorno: 527 giorni vissuti pericolosamente

Come pubblicato da Giovanni Scotto per Gianlucadimarzio.com, "Ssunìca". Così lo chiama Benitez. E il sorriso mentre commentava il suo ritorno in campo la dice lunga di come quel nome è musica per lui.


Come pubblicato da Giovanni Scotto per Gianlucadimarzio.com, "Ssunìca". Così lo chiama Benitez. E il sorriso mentre commentava il suo ritorno in campo la dice lunga di come quel nome è musica per lui. Tutti in piedi per Camilo Zuniga, tornato in campo 144 giorni dopo l'ultima apparizione. 8 minuti contro la Dinamo Mosca. Applausi dal San Paolo, ma anche dalla panchina e dalla tribuna, dove i dipendenti del Napoli lo hanno festeggiato quasi commossi. Perchè Zuniga è così: un amico per tutti. Un ragazzo buono, che ha dovuto tenere duro contro una situazione che sembrava più grande di lui. La storia del suo tormento fisico inizia, ormai, tanto tempo fa: 1 ottobre 2013, l'ultima apparizione contro l'Arsenal nella gara di Champions League. Poi i tormenti al ginocchio sinistro, il dolore che non passa. L'intervento chirurgico con l'amara constatazione che quelle cartilagini quasi non ci sono più.


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Una lunghissima, sofferente riabilitazione fino all'11 maggio 2014, quando tornò contro la Sampdoria per appena 18 minuti. Il campionato era alla penultima giornata, ormai. Una lotta contro un noioso problema fisico, ma anche contro qualche diffidenza. Pochi giorni prima del lungo stop arrivò un rinnovo di contratto a furor di popolo: De Laurentiis, pur di non lasciarlo andare via a costo zero (c'era la Juventus) lo blinda con un ingaggio super. Sembrava l'inizio di un tripudio, ma fu quello di un calvario. A denti stretti per recuperare: la stagione col Napoli andò in malora, ma ci fu il Mondiale. Un torneo giocato ad alti livelli, seppur macchiato dalla contestatissima ginocchiata a Neymar, con polemiche furibonde. Un fallo non cattivo che è comunque diventato una delle icone di Brasile 2014. Capitolo chiuso, finalmente, e l'attuale stagione che doveva significare rinascita: non è stato così. Zuniga giocò l'ultima partita il 19 ottobre 2014 contro l'Inter. Gli ultimi 90 minuti prima di un altro inaspettato stop. Stavolta meno lungo, ma ugualmente tormentato. Ancora il ginocchio, ovviamente. Dolore e ancora dolore. Fastidi incurabili con un altro intervento chirurgico. Lo ha preso a cuore il dottor Enrico Castellacci, medico della Nazionale italiana e massimo esperto di ortopedia. Prima le visite nello studio di Lucca e poi il ricovero a Pisa per un'innovativa terapia a base di cellule staminali. La speranza durata 4 mesi era di ricostituire quel minimo di tessuto necessario per permettere a Zuniga di giocare. "Serve grande forza mentale", ha detto il colombiano commentando il suo ritorno. Strano sentirlo dire da lui che con l'aria gioiosa e il sorriso sempre pronto gioca a calcio quasi danzando. Eppure è stata dura. C'è chi lo ha visto piangere, da solo, seduto su un pallone. 527 giorni di calvario intervallati da un Mondiale dove non sono mancate le polemiche. E ora restano 12 partite di campionato più le due coppe per dimostrare di essere uno degli azzurri più forti di questo Napoli. E all'orizzonte la Coppa America, che lo aspetta. Ma che stavolta sia davvero una rinascita.


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