Verona-Napoli, pagelle: Zielinski trottola, Milik testa e cuore. Lozano-gol, Gattuso avvisa tutti

Ottima la gestione della rosa da parte di Gattuso, cambi perfetti tra tempismo, ricambio di energie ed esigenze tattiche.
Il Napoli allunga ulteriormente la striscia positiva: da quando è tornato in campo ha vinto la Coppa Italia superando Inter e Juventus, e poi ha raccolto un prezioso successo esterno sull’ostico campo del Verona di Juric. Al Bentegodi finisce 0-2 con i gol di Milik e del redivivo Lozano: entrambi bravi a raccogliere di testa due parabole partite dal corner e a girarle in rete. La squadra di Gattuso continua dunque a scalare posizioni in classifica, ma la quarta piazza, occupata dall’Atalanta - quella che vale la Champions - dista ancora 9 punti. E i bergamaschi – a quota 51 - hanno una partita in meno (26, a differenza del Napoli che ha 42 punti e ne ha giocate 27). Non sono mancati alcuni errori evitabili, ma contro l’Hellas contava il risultato. Che è arrivato. Ecco le pagelle di Areanapoli.it.
Ospina: 6,5. In finale di Coppa Italia, squalificato, ha lasciato il posto a Meret (che ha confermato di essere un campione). Contro il Verona è tornato al suo posto confermandosi tra i play della squadra nella costruzione del gioco dal basso. Si produce in uscite pericolose – ma decisive – che esaltano i riflessi. Qualche rilancio sbilenco nella ripresa.
Di Lorenzo: 6. Ha ancora qualche scoria da smaltire per essere brillante come ci ha abituati, ma sul piano mentale resta concentrato per tutta la partita, soprattutto quando è costretto a fare gli straordinari senza il supporto dei ripiegamenti di Politano.
Maksimovic: 6,5. Nel primo tempo sembra spento, non manca qualche distrazione di troppo. Lo smarrimento, però, dura poco. Cresce con il passare dei minuti fino a diventare invalicabile. Citofonate anche al subentrato Pazzini: vi dirà che non ne ha presa una. Si conferma anche molto preciso nella costruzione del gioco dalle retrovie. Non è Albiol, ma inizia a ricordarlo (vagamente).
Koulibaly: 6,5. Con Maksimovic ha trovato finalmente un riferimento da quale partire per far esplodere tutta la sua potenza muscolare. Viene ammonito dall’arbitro Pasqua per un fallo di mano tutto sommato involontario. Una esagerazione del fischietto che però non gli impedisce di spingere al massimo dei giri per arginare le sortite degli scaligeri e per dare una mano a Hysaj prima e a Ghoulam dopo nelle cerniere laterali.
Hysaj: 6. Abnegazione, senso della posizione e sacrificio: nell’out a lui non congeniale, si divincola bene, anche se poi quando c’è da scodellare al centro, va “naturalmente” in difficoltà. Dal 67' Ghoulam: 6,5. Insigne davanti a sé, Koulibaly al suo fianco: sente di potersi fidare e osa. Gli manca la condizione ottimale, ma le intenzioni sono quelle giuste, così come l’arcobaleno che disegna dal calcio d’angolo su cui Lozano si arrampica per segnare il secondo gol del Napoli.
Zielinski: 7. Nel primo tempo è il migliore del Napoli con scorribande e conclusioni molto pericolose. Anche l’intesa con Demme, tra impostazione e contrasto, è di notevole livello. Cala alla distanza, ma in ulteriore crescita rispetto alla finale di Coppa Italia. Gattuso difficilmente rinuncerebbe a lui.
Demme: 6,5. Seguito a zona e a uomo, per il Verona è evidentemente il pericolo pubblico numero uno e così finisce per rimediare diversi pestoni. Nonostante la pressione costante degli avversari, riesce sempre a smarcarsi con grande senso della posizione. Gattuso gli concede un po’ di riposo in vista delle prossime delicate partite. Dal 72' Lobotka: 6. E’ diverso da Demme, con il suo ingresso il Napoli conserva il ritmo e la fluidità nel palleggio, ma perde qualcosa nella contesa e nei duelli di forza.
Allan: 6,5. Serve ancora tempo per tornare il mastino di un tempo che ringhiava su ogni pallone, ma in mancanza di birra ha lavorato di prosecco: agile come Demme nei movimenti per smarcarsi, leggero e spumeggiante nelle gittate lunghe. Dal 67’ Fabian Ruiz: 6,5. Con il Verona proiettato in avanti in cerca del pareggio, lo spagnolo ha fornito ossigeno ai suoi con ripartenze brillanti corredate da gesti tecnici di notevole fattura.
Politano: 7-. Per arrivare al 7 pieno serve la lettura tattica di Callejon. Non che manchi la copertura, ma in più di un’occasione Di Lorenzo si ritrova a fare il doppio lavoro. In fase offensiva, però, è pungente e velenoso come piace a Gattuso. E’ lui a scodellare al centro pescando la testa di Milik nell’azione del vantaggio. Dall’82’ Lozano: 6,5. Che non è 7 perché non si può sbagliare un gol ormai fatto a tu per tu col portiere dopo una bella cavalcata. Però il gol di testa va premiato che chiude la partita va premiato: quell’accenno di movimento nell’aggrapparsi all’avversario è l’immagine di chi ha fame, di chi ha voglia di dimostrare il proprio valore.
Milik: 7. Non ha la qualità tecnica di Mertens per cucire il gioco come vuole Gattuso, ma lui lotta e combatte con il cuore per fare spazio ai compagni. E’ lui a sbloccare la partita girando in rete, di testa, un corner ben calibrato: movimento e tempismo perfetti. Dal 72' Mertens: 6. Una ventina di minuti per dare benzina fresca e collegamenti tra centrocampo e attacco. Tocca tanti palloni, ma non arriva l’occasione giusta per lasciare il graffio.
Insigne: 7. Ormai è il capo carismatico naturale di questa squadra. E’ tra i primi riferimenti quando c’è da ripartire. Scivola via sulla fascia come l’olio quando lascia il profumo e il sapore sulla bruschetta. Sotto porta perde un po’ di lucidità quando c’è da concludere. Ma questo perché si sacrifica davvero tanto e nessuno è Superman.
Gattuso: 8. Vince la Coppa Italia, torna a meno 9 dalla zona Champions e compie un altro “miracolo”. Quale? Sta recuperando man mano tutti i calciatori della rosa. Lozano segna, Ghoulam fa l’assist e Allan si prende i suoi complimenti. E se il Napoli ripartisse da questa squadra anche il prossimo anno? “L’80% resterà”, ha detto Rino. Siamo proprio curiosi di capire chi andrà via e chi resterà perché la sensazione è che Gennarino nostro abbia una fame pazzesca, e in Serie A sono tutti avvisati.








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