Torino-Napoli, pagelle: Osimhen-Kvara-Kim: marziani! Lucio champagne, due 10 e un dubbio

Pioggia di voti altissimi per la capolista che si impone anche a Torino con un poker da sballo. E' un cammino senza precedenti per il Napoli.
Quella del Napoli è una marcia trionfale che porta con sè un solo dubbio: gli si addice più Strauss (quella di Radetzky) o Mozart (ovviamente la "turca" e ogni riferimento è puramente voluto)? La squadra di Luciano Spalletti anche a Torino viene già a valanga: il fischio di inizio di una partita ha come il potere di scatenare un getto d'acqua inarrestabile. Doppietta di Osimhen (21 gol in Serie A), rigore di Kvaratskhelia e poker di Ndombele: 0-4 senza storia con, a corredo, un paio di parate di Meret per arricchire la cronaca di tentativi avversari. Il tutto davanti ad almeno 15 mila napoletani accorsi all'Olimpico Grande Torino (tra settore ospiti e mischiati tra i granata) per non perdersi l'ennesima tappa.
Dopo nove minuti il principe Victor stacca imperioso sul corner di Zielinski e in un sol colpo annichilisce Schuurs e il portiere Milinkovic. Il tecnico Juric imbastisce subito la reazione per non soccombere portando ben sette calciatori oltre la metà campo azzurra con Ricci a cucire le trame. E così sfiorano il pari: al 22’ Meret si oppone ad un tiro proprio di Ricci, sulla respinta arriva Sanabria che colpisce il palo. Un minuto dopo Vojvoda prova il tiro a giro dalla sinistra. Quando tutto sembrava portare al pari, arriva il gol di Kvaratskhelia. Il georgiano si inserisce come sa in area e Linetty gli rifila un calcio. L’arbitro Marchetti assegna il rigore che lo stesso Khvicha non fallisce: dodicesimo colpo in Serie A, sedicesimo stagionale.
Al sesto minuto della ripresa il manifesto del calcio di Spalletti: Di Lorenzo viene su come il perlage dello Champagne nel calice disegnato nel fuoco da Anguissa, poi Kvaratskhelia balla sul tacco per Olivera che si dà al twist invitando Osimhen ad un colpo di testa vincente al sapore di rock. Il nigeriano ha ancora fame e al 24’ sovrasta anche Schuurs lanciando Kvara: il ragazzo terribile regala a Ndombele il pallone del definitivo poker. Queste le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: 7. Due bordate verso lo specchio nel primo tempo e su entrambe mette in mostra buoni riflessi. Su quella di Ricci preferisce evitare la presa, poi è il palo a salvarlo. L’importante è non subire gol e lui ci riesce.
Di Lorenzo: 7. Iniziamo a dargli un 7 come voto di base, poi vediamo. Nel primo tempo concede un paio di varchi agli avversari, ma nella ripresa, soprattutto in occasione dell’azione che porta allo 0-3, è devastante. Tatticamente disorienta gli avversari con giochi di prestigio e di ubiquità. Confermiamo il 7 o forse 7,5.
Rrahmani: 7. Il Torino trova qualche spazio solo nel primo tempo, poi è dominio azzurro in lungo, in largo e nel gioco aereo. Ponte levatoio, torre di controllo e regia mobile: pilastro inamovibile. Dal 72’ Ostigard: 6. Continua il buon lavoro del compagno, ma a risultato ampiamente acquisito.
Kim: 8. Quando accelera si sente il rumore dei suoi passi nonostante la rapidità di passo. Gigantesco in ogni scelta e intervento. E il pubblico amico lo premia con il solito “Kim, Kim, Kim”. A tratti fa impressione: è falco e leone, condor e leopardo. La diffida non preoccupa Spalletti che lo lascia in campo fino al termine della partita.
Olivera: 7,5. Qualche voto in più di stima per questo ragazzo che rappresenta un futuro che è già presente. Non avrà forse la cifra tecnica di Mario Rui, ma anche la sua apprezzabile e sul piano atletico è una furia tra interventi ruvidi e sovrapposizioni. Da una delle quali, sul tacco di Kvaratskhelia, pennella per la testa di Osimhen.
Anguissa: 7. Non è appariscente come nella prima parte di stagione in cui sembrava una cascata inarrestabile, ma si fa comunque sentire in ogni disfida con gli avversari. Ruba e pulisce tanti palloni, ed anche in rifinitura è prezioso. Nell’azione del terzo gol è lui ad aprire il varco per la galoppata di Di Lorenzo.
Lobotka: 7. Il Torino gli mette il fiato sul collo e lui lascia la scena ai compagni mettendosi a disposizione di tutti con un gioco più di consistenza che di impostazione. E non disdegna falli per spezzare il gioco. Nella ripresa ritrova gli spazi per esibirsi. Dall'84' Gaetano: sv.
Zielinski: 7. Dopo la notevole prova in Champions, è ancora titolare. E’ lui a calciare a rientrare il corner sul quale Osimhen svetta altissimo e porta il Napoli in vantaggio. Per Spalletti la sua tecnica è fondamentale. E torto non ha. Dal 65' Ndombele: 7 +. A mister Luciano garba molto ed infatti appena può lo fa entrare. Quando ha il pallone tra i piedi si vede subito che è di un altro passo, di un’altra categoria nonostante sa bene di essere venuto qui senza certezze tra presenze e futuro tutto da scrivere. Trova pure il gol sfruttando l’assist di Kvara.
Lozano: 6,5. Non brillantissimo come sa essere, ma in grado di pungere e affondare i colpi. Diligente in ripiegamento come piace a Di Lorenzo e al tecnico. Dal 65' Elmas: 6,5. Il calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero: per lui partire da titolare o dalla panchina è indifferente, ma quando è in campo dà il massimo per incidere e scrivere un capitolo della partita.
Osimhen: 9. Segna due gol e arriva a quota 21 come Eto’o in Serie A. Di testa è un angelo in volo, sull’erba un’iradiddio. Ed infatti è lui a recuperare il pallone in pressing nell’azione che porta allo 0-4. Dal 72' Simeone: 6. Si muove bene, ha voglia di segnare come sempre. 20 minuti per restare sul pezzo.
Kvaratskhelia: 8,5. Si diverte ed è quello che conta di più se hai le sue qualità tecniche e mentali. Si accende ogni volta che vuole e detta legge. Si procura e segna il rigore dello 0-2, poi disegna col tacco l’autostrada dove fa correre Olivera prima del cross per Osimhen. Infine dà a Ndombele il pallone del definitivo 0-4. Pazzesco.
All. Spalletti: 8. Il solito Napoli, la solita squadra, con il solo Olivera al posto di Mario Rui. La solita musica avvolgente, disarmante, bella da impazzire. Quattro frecce anche al Toro di Juric, che ha lottato - invano - per restare in partita. Azzurri padroni, sicuri, spietati.
10 alla bellezza di un settore ospiti pieno di bandiere, striscioni, megafoni. E 10 ai tanti napoletani che in trasferta dimostrano che il Maradona è un luogo dell'anima, una Fuorigrotta in viaggio costante.








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