Spalletti va difeso, forgia il Napoli nonostante il "caso storico". Che autogol il nuovo tormentone

Luciano Spalletti sta costruendo il nuovo corso, inserisce dati e pensieri nella testa dei calciatori. E i tifosi lo hanno capito più dei soliti criticoni a prescindere.
Luciano Spalletti è alle prese con un "caso storico", così come lo ha definito Alessandro "Billy" Costacurta, ex difensore del Milan e della nazionale italiana. "E' la prima volta che nella storia del calcio - spiega l'opinionista di Sky - che una squadra perde cinque titolari in così poco tempo". Ed ha ragione, è così evidente a tutti che anche il più incompetente non potrebbe fare a meno di sottolineare questo aspetto. Era capitato anche al Napoli di giocare contro una Juventus rimaneggiata e priva di tanti campioni, ora è accaduto l'esatto contrario al cospetto di un'Atalanta in palla e con quasi tutti gli effettivi della rosa - e che rosa - a disposizione di Gasperini che nella ripresa ha fatto entrare gente come Muriel, Ilicic e Pasalic, giusto per fare qualche nome.
Eppure il Napoli se l'è giocata nonostante tutto, senza Insigne, Osimhen, Fabian Ruiz, Anguissa e Koulibaly. E senza avere cambi sugli esterni per Di Lorenzo e Mario Rui che non sanno nemmeno più in che anno siamo visto che tirano la carretta da un'infinità di tempo. Qualcuno dice di aggiungere alla lista anche Manolas e Ghoulam, ma qui si sfocia nei misteri antichi, non quelli di "nuova generazione". Il Napoli per la prima volta da quando è iniziato il campionato non è più capolista. Siamo alla sedicesima giornata. Al di là di critiche legittime a Spalletti grazie al calcio che offre la bellezza di un dibattito ampio, sarebbe il caso di andarci piano con le stupidaggini. Ora il nuovo tormentone è "perché toglie Mertens? Perché si arrende al 70' sia con il Sassuolo che con l'Atalanta una volta in vantaggio?". Dries Mertens è un fuoriclasse sublime, ma non è più un ragazzino (classe 1987) e certamente va gestito. Considerato il dispendio fisico, ci sarà sicuramente un accordo tra tecnico e attaccante belga per arrivare alla riva, come diceva Benitez. Nessun allenatore gioca per perdere o evita di parlare con i suoi calciatori, specie se fuoriclasse e leader della squadra.
Criticare l’allenatore è normale, è logico, ma questa squadra che ha tenuto testa all'Atalanta con 6 titolari in meno, non merita parole di troppo oltre gli applausi dei tifosi che hanno capito di essere al cospetto di un collettivo che non molla un centimetro rispetto alle proprie possibilità. Spalletti sta forgiando una nuova mentalità, lasciamolo lavorare. Togliete 6 titolari a Milan, Inter e Atalanta, e poi ne riparliamo.








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