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Spalletti: "Milan forte, ma nessuno è più carico di noi! Gol Fabian ok, ma l'imbucata di Ounas? E su Insigne..."


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Pubblicato nella sezione Campionato
Spalletti: Milan forte, ma nessuno è più carico di noi! Gol Fabian ok, ma l'imbucata di Ounas? E su Insigne...

Luciano Spalletti ha presentato Napoli-Milan in conferenza stampa nel training center di Castel Volturno: "Sono forti, ma nessuno è più carico di noi".


Luciano Spalletti ha presentato Napoli-Milan, match che chiuderà la ventottesima giornata di Serie A, domani sera alle 20,45 allo Stadio Maradona di Fuorigrotta: "Match con il Milan snodo cruciale? Chi sta meglio non lo so, lo dirà la partita, noi stiamo meglio possibile, parlo per la mia squadra. Noi siamo al top delle nostre possibilità per giocare. Infortuni e decisioni arbitrali? Noi abbiamo avuto tanti infortuni, penso pure il Milan, abbiamo dovuto sistemare diverse cose quest'anno. Qui c'è stata la bravura dei giocatori, contagiati non solo per il Covid, ma anche nel distribuirsi le qualità nelle staffette. Noi abbiamo costruito nelle difficoltà la forza di questa squadra. Poi su altre situazioni non trovo altro e faccio i complimenti al Milan per il percorso di Pioli negli anni. Stefano ha costruito una grande squadra con Massara che conosco bene. Con Paolo Maldini ho parlato diverse volte, sono un club e una squadra forte".


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Domani lo Stadio Maradona sarà tutto azzurro, si torna a cantare con i gruppi organizzati, emozioni e consapevolezza della squadra? "Le mie sensazioni in questo momento sono buone, non so quelle degli altri, ma non possono essere più motivati di noi. Insieme alla squadra stiamo costruendo una bella squadra, tutti insieme, includo anche il pubblico che ci caratterizza nell'essere napoletani. Insieme al pubblico c'è anche il nome di Maradona, mettiamoci anche la sua benedizione già che ci siamo. Siamo un tutt'uno, già ci è capitato altre volte di sentire questo afflato tra noi e il nostro pubblico".


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Qualche episodio nel quotidiano dopo il gol di Fabian che ha acceso l'entusiasmo del gruppo? "E' sempre l'etica del lavoro che fa la differenza nel corso di una stagione. Le sensazioni erano diverse dopo Cagliari, si parlava di cose opposte, ora è il contrario ma deve esserci un modo di lavoro corretto. Funziona così nel nostro lavoro, quando hai tutto contro devi tirare fuori qualcosa per determinare delle reazioni, si parla di cose misteriose da tirar fuori".

Sinistro di Fabian Ruiz contro la Lazio? "Ma quello in realtà si era già visto, non si era vista l'imbucata di Ounas, ed è da vedere... Insigne è sempre lì e le riprende le sue forme, momentaneamente nascoste, lui poi le tira fuori al momento giusto. Oppure la determinazione della squadra di diventare più fisica in qualche momento, strappando il pallone, oltre a giocare a calcio. Sono vari i momenti decisivi di una gara".

Mentre si fa la barba, Spalletti dice "bravo" a Luciano? "Io la mattina mi faccio i capelli, non la barba (ride, ndr), non c'entra essere bravi o meno, bravi sono quelli che lavorano sempre in un certo modo sul rettangolo verde. In base a quello che è successo non cambiano umore o obiettivi, non cambiano i professionisti. Spesso si dice i miei ragazzi, io dico i miei professionisti che rendono conto al sentimento di una città come quella di Napoli e anche se stanno zitti dentro gli brucia come il Vesuvio, la differenza la fanno loro in campo. Bisogna trasformare questa qualità anche in altre cose, ma il materiale è difficile cambiarlo, ma tu ci puoi mettere mano e modificare qualcosa comunque".

Se va in un certo modo, quella "parola" la pronuncia? "Io quella parola la pronunciare sempre, non è un problema. Vogliamo giocarci le nostre possibilità. Sappiamo bene che ci giochiamo moltissimo, abbiamo la possibilità di rendere immortali le nostre carriere e robe del genere. Lo dissi già, essere dimenticati velocemente oppure ricordati per sempre, ma è tutto da giocare contro squadre fortissime al nostro stesso livello e dipenderà da molti fattori da qui alla fine. Possono essere più forti di noi, ma è difficile che siano più motivati di noi in questo momento. Questo lo dico con certezza".

C'è consapevolezza nel Napoli, lei all'inizio disse "la squadra non sa quanto è forte". "Tutti, quando sono arrivato, dicevate prima o poi litigherà con quello, con quell'altro. Se dall'altra parte si sbaglia qualcosa, io devo rimanere della mia posizione. Ad esempio Victor Osimhen andava troppo sugli avversari, ora c'è un miglioramento da parte sua, alcune cose devi portarle dietro ed altre lasciarle perché non fanno bene. Lui ha messo da parte certe cose, oppure le reazioni della squadra nevrotiche non ne vedo più, la squadra ragiona e accetta ciò che è imposto ed aspetta il momento giusto per invertire la situazione. E' una maturità della squadra".

 

Cosa il Napoli può far meglio del Milan come caratteristiche e dove invece deve stare più attento?  "Oltre alle giocate, all'intuito al talento, c'è bisogno di riempire la partita con più impatto fisico. Il Milan è forte, ha caratteristiche con l'uscita corta alternata a quella lunga, loro ogni tanto riportano palla dal portiere e poi la mette alle spalle della linea difensiva perché cerchi di essere corto e stretto e lui tira la pallata dall'altra parte dove ha giocatori velocissimi e ribalta l'azione, un po' quello che facciamo noi con Osimhen. Dobbiamo stare attenti, alternare un po' tutte le qualità di cui il calcio moderno ormai è pieno, non è solo essere ordinati e stretti, ma anche sapersi allungare ed aprire e tirare queste sventagliate uno contro uno in giro con fisicità e corsa degli avversari".

Sui calciatori recuperati: "Abbiamo recuperato dei calciatori per la partita, Lozano ci sarà e Lobotka si è allenato bene tutta la settimana. Se mi metto io nell'allenamento allora viene peggio, con Anguissa, Lobotka, Lozano allora la palla viaggia meglio e viene tutto meglio alla squadra”.

Pioli non l'ha mai battuta, in conferenza ha detto che prima o poi ci riuscirà: "In alcuni casi è meglio poi... (sorride, ndr)".

Elmas dodicesimo titolare per la sua duttilità: "Parliamo di un trequartista, un sotto-punta, un giocatore da zona calda dove si determina la qualità, è uno che sa adattarsi in più situazioni e questo lo porterà ad avere sempre più conoscenze nel calcio. E' un ragazzo intelligente, capisce tutto, il bello è che recepisce e non si dimentica niente. E' uno che deve giocare fra le linee, qualche volta si abbassa, altre va sopra per andare in area avversaria, il futuro è con lui. Nelle sue mani".

Vincere qualcosa a Napoli ha un valore moltiplicato all'ennesima potenza? "Ne hanno intervistati tanti a livello nazionale di ex del Napoli in questi giorni, raccontano di cose che non abbiamo mai visto, quindi ci immaginiamo in quei racconti così precisi. Noi dobbiamo viverla con tranquillità e sapere che possiamo giocarcela". Ha concluso il tecnico nella lunga conferenza pre gara.

 


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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