Spalletti ha capito qual è l'ultimo passaggio da completare. E fa come Bianchi

A Napoli c'è grande euforia per l'inizio sprint della squadra di Luciano Spalletti tra campionato e Champions League. Giusto così, ma bisognerebbe tirare un po' il freno.
A Napoli sono spuntati due murales, uno dedicato a Kim e l'altro a Kvaratskhelia. I due nuovi acquisti hanno impiegato poco tempo per far "dimenticare" due campioni come Koulibaly e Insigne, ovvero pilastri del ciclo precedente, il comandante e il capitano. Non calciatori qualunque. In città si respira, dunque, un grande entusiasmo per i protagonisti del nuovo corso. Forse un po' eccessivo, ma bello, travolgente. Tuttavia bisognerebbe ricordarsi che per celebrare qualcosa è fondamentale aspettare l'ordine di arrivo.
E' giusto, giustissimo, godere dei momenti straordinari che sta regalando la squadra in questo inizio di stagione tra campionato e Champions League però è del pari necessario tenere bene in mente che vincere è tutt'altra cosa. Ben vengano i pastori a San Gregorio Armeno con la faccia di tutti, ma serve un minimo di equilibrio per non cadere e per prendere nel verso giusto gli step del percorso. Luciano Spalletti è probabilmente uno dei pochi che l'ha capito e getta acqua sul fuoco. Come Ottavio Bianchi, allenatore del primo scudetto e della Coppa Uefa, non si scompone, ride solo quando è necessario e esulta meno possibile. Lui ha ben chiara la direzione e il percorso. E non vuole accontentarsi dei momenti. Lui mira all'eternità.








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