Spalletti ha cambiato la vita a cinque calciatori del Napoli

Luciano Spalletti è il vero artefice di questo collettivo fantastico che incanta in Italia e in Europa. Unica macchia la Coppa Italia.
Il Napoli sta incantando il mondo intero per la sua bellezza, per il suo gioco che si trasforma in concretezza e vittorie. Il merito è soprattutto di mister Luciano Spalletti che ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza. Secondo la Gazzetta dello Sport il tecnico toscano viene sempre più considerato un allenatore che sa tirar fuori il meglio dai suoi giocatori e vengono fatti alcuni esempi, in particolare cinque: "Spalletti non si priva del suo capitano se non in casi estremi. Parlare di Di Lorenzo solo come esterno difensivo non fa fede ai suoi compiti e al cambiamento avvenuto nelle ultime due stagioni. Il capitano ha la capacità di trasformarsi in regista, se non anche esterno d’attacco o mezzala capace di sfruttare gli spazi e andare in gol. Quello di Francoforte premia questa sua interpretazione tecnica e tattica. Il compagni lo seguono con rispetto, l’allenatore gli darebbe anche le chiavi di casa sua, ricambiato".
Su Anguissa: "Fa parte della compagnia che ringrazia Spalletti per i progressi. Era un regista centrale quasi troppo innamorato di se stesso, adesso è un giocatore a tutto campo, capace di soccorrere i compagni o di inserirsi, di andare al tiro. È più completo rispetto a quando è arrivato dal Fulham".
Su Rrahmani: "Dall’avvento di Spalletti è diventato titolare e non è più uscito. Togliendosi anche l’etichetta di difensore ruvido e basta. Come? Lo ha spiegato lui stesso: "In allenamento Spalletti chiede sempre le stesse cose, quelle che per lui sono giuste. Io ho seguito quello che diceva. Quando un allenatore ha ragione, le cose vanno sempre bene per i giocatori. È stato importante per me e per tutta la squadra".
Su Osimhen: "Parlano i gol, 20 in 24 partite. Ma si può andare oltre le cifre per notare come i suoi movimenti in area siano più efficaci, meno precipitosi e dispendiosi. Allo stesso modo l’intesa con i compagni e la manovra meno istintiva balzano all’occhio quando il nigeriano partecipa alle trame fuori dall’area. L’allenatore lo ha aiutato anche nel processo di maturazione, adesso l’attaccante è meno impulsivo in alcune reazioni, non sprecando inutili energie nervose".
Su Lobotka: "Ha trasformato il giocatore che nella prima annata con Gattuso era un oggetto misterioso. Spalletti gli ha dato le chiavi del centrocampo, lo slovacco si è sentito responsabilizzato, al centro della squadra, risultando probabilmente l’opera di miglioramento più riuscita di questa era spallettiana".








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