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Sarri, la bordata di Pernambuco: "Ha la Mazzarrite: polemiche inutili, teme che..."


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Pubblicato nella sezione Campionato
Sarri, la bordata di Pernambuco: Ha la Mazzarrite: polemiche inutili, teme che...

Dal botta e risposta con Maradona alle prime critiche della piazza. Poi gli elogi per il suo capolavoro ed infine la sequela di lamenti per errori arbitrali e non solo.


Il noto giornalista Fernando Pernambuco, sulle pagine di Calciomercato.com ha analizzato alcune evoluzioni caratteriali di Sarri da quando è alla guida del Napoli. Nel suo editoriale non sono mancate stilettate al tecnico toscano del Napoli.

Avevamo puntato su Sarri quando si confermava il re delle false partenze, figuriamoci adesso che si trova ai vertici della classifica con una squadra equilibrata e poderosa. Se il Napoli è così (una difesa ermetica, un centrocampo dinamico dalle verticalizzazioni fulminee, un Higuain ritrovato) gran merito è suo. In aggiunta, non scordiamoci la sua risposta a Maradona tutta stile e sostanza. Il grande campione e mediocre allenatore lo aveva affossato dicendo che con lui il Napoli "non ce l'avrebbe mai fatta". Sarri rispose, a parole, che con quella bocca Maradona poteva dire ciò che voleva perchè per lui rimaneva un mito. Coi fatti, invece, cominciò a collezionare vittorie su vittorie in Campionato e in Uefa. Ma ora, se la sostanza resta, lo stile s'incrina. In poco tempo si è reso protagonista di esternazioni che nulla hanno a che fare con la misura e la concretezza con cui si era presentato. Una vis polemica assai inutile sembra, all' improvviso, pervaderlo come se un po' di Mazzarrite cominciasse a impadronirsi di lui. Vicinanza a De Laurentis? Virulenza toscana sempre in cerca di occasioni polemiche? Certa acidità alla Agroppi secondo la quale chi vince o ti sta sopra in classifica, ha sempre torto? Chissà? Fatto sta che in pochi giorni l'ex impiegato (definizione a lui cara) non s'è fatto mancare nulla a proposito di spari per aria. Ha cominciato col "manto del Genoa che era un disastro e penalizzava i giocatori più bravi" (leggi: i suoi). Ha continuato con gli anatemi contro il pallone invernale Nike Ordem 3Hi-Vis, dicendo che "traccia strane traiettorie e penalizza i giocatori più bravi" (leggi: i suoi). Poi, non pago, ha riesumato il luogo comune secondo il quale "bisogna avere la maglia a strisce per ottenere un rigore." Nel caso del pallone, la Nike ha risposto che quello invernale è uguale al modello estivo, con la grafica diversa. Per i rigori regalati agli strisciati non si capisce bene a cosa alluda, visto che Inter e Milan ne hanno avuto uno a testa. Pensa forse al Sassuolo o alla Juve, sempre necessaria per trovare un colpevole. Vuoi vedere che Sarri teme la rimonta? Sono dunque bastati l'addio alla provincia, una decina di giornate nella zona alta della classifica a far cambiare così tanto il lettore di John Fante, l'amante dei vinti e degli irregolari, il bancario che sogna Bukowski? Forse. Ma è più probabile che l'uomo stia divenendo vittima del più dolce dei veleni ovvero l'elogio. In due mesi, infatti, è divenuto "l'allenatore più forte in circolazione", "lo Zeman capace di pensare alla difesa", "il tattico geniale, bravo a parlare con i giocatori", "lo psicologo d'azione, che motiva, premia, incoraggia, consola". Sarri è bravo non c'è dubbio, però può darsi il caso che si senta un po' Napoleone, Freud, Von Clausewitz... E in una volta sola forse è troppo. Riprendesse in mano "Chiedi alla polvere", ricercasse Bandini...Ma quei libri li ritroverà? Ho paura che Sarri alla polvere non sappia più chiedere.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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