Sarri gioca a fare il duro, ma le alternative dove sono? Più idee e meno alibi ai calciatori

Il Napoli resta fermo al palo, secondo in classifica, a -1 dall'Inter che ieri aveva pareggiato contro la Juventus. Una partita che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi per riprendersi la vetta della classifica
Il Napoli resta fermo al palo, secondo in classifica, a -1 dall’Inter che ieri aveva pareggiato contro la Juventus. Una partita che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi per riprendersi la vetta della classifica ma che, in questo momento, sembra non aver la forza per farlo. La solita squadra, anche piuttosto difensiva per una partita da vincere a tutti i costi tutta targata Maurizio Sarri. Il tecnico è croce e delizia, con tutti i suoi marchi distintivi, di questa squadra che per gran parte della stagione, compresa la seconda di quella passata, ha giocato un gran calcio portando a casa un bottino di punti eccezionale.
Ma poi ti capita di perdere Ghoulam per infortunio, (a proposito dove è finito chi era capace di criticarlo?), Insigne per indisponibilità (vedi Ghoulam!) e la catena di sinistra si inceppa con Hamsik che sembra essere rimasto incagliato nella stessa. Un Napoli che già da qualche giornata aveva dato la sensazione di non essere più la squadra veloce e sbarazzina ammirata in passato. “E’ cresciuto”, si è detto precipitosamente, “E’ diventato capace di vincere anche giocando sotto ritmo” ma le giocate dei campioni avevano nascosto qualche scricchiolio che si è definitivimante palesato quando Mertens e Callejon hanno smesso di segnare. E’ proprio quando il gioco si fa duro che entrano in gioco i duri ed invece Sarri, che gioca a fare il duro, non è ancora stato capace di creare un’alternativa né tattica né di calciatori.
Giocano sempre gli stessi 12, cambi tardivi e ruolo per ruolo che a nulla sono valsi sia contro la Juventus che contro la Fiorentina, per non parlare dell’amara sconfitta di Rotterdam. Zielinski e non Ounas, che sarà anche anarchico ma l’anarchia tattica può essere anche un pregio in alcuni momenti della gara. Contro la Juventus sotto di un gol e con l’uscita di Insigne poteva essere un’arma in più, magari se il calciatore avesse sentito maggiore fiducia e convinzione. Maggio al posto di Rui, sempre sotto di un gol, sono alcune delle mosse tattiche non condivisibili dell’allenatore di Figline. Perché non spostare Hamsik centralmente al posto di Jorginho e far giocare Zielinski a sinistra con Ounas davanti ad esempio? Sarri ha dimostrato di saper uscire dalle difficoltà in passato quando è stato in parte costretto a farlo. Ora è inutile recriminare per l’assenza di Milik, lamentarsi di non avere alternative anche perché alcune di buona qualità non hanno mai trovato spazio nella rosa ed anche quest’anno molte, ritenute non all’altezza non riescono a trovare spazio oppure soltanto spezzoni di gara. Far giocare sempre gli stessi undici dal 16 agosto non ha fatto bene alla brillantezza fisica e mentale della squadra come non hanno fatto bene all’ambiente le dichiarazioni di Sarri del dopo Napoli – Juventus. Attacchi per niente celati alla Società ed alla direzione sportiva ad alcuni calciatori e l’alibi della colorazione delle maglie abbinati a quella bizzarra teoria sul turnover.
Infine l’alibi ai calciatori secondo cui la rosa del Napoli è inferiore a Juventus, Inter e Roma. Ora ci sarà la settimana tipo, intervallata dalla Coppa Italia che non potrà essere presa più seriamente di quanto non presa la Champions, dove Sarri ha mostrato di sentirsi a suo agio con l’auspicio che riesca a rimettere la squadra al centro del progetto, ricordando che uniti si vince e se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia.
Francesco Capodanno







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