Sarri cancella definitivamente una "favola", la reazione dei tifosi del Napoli

Maurizio Sarri sta per tornare, è pronto a riprendersi una parte di scena della prossima Serie A. Prima di guidare la Lazio ha ripercorso la sua storia recente.
L'intervista a Maurizio Sarri è davvero da applausi, complimenti ai giornalisti Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà. Domanda dopo domanda, risposta dopo risposta, si è finalmente rivisto Don Maurizio il "Coma-andante". Provato, apparentemente stanco, ma in ripresa, con il bianco accennato di un rasatura dei capelli fatta male. O in ricrescita, con il riverbero dell'uomo trasandato che così è se vi pare. E chi se ne frega dello stile. Tranquilli, non vi illudete, è lo stesso della Juventus, quello che "ho capito cosa vuol dire essere gobbi". Ora però, masticato dal palazzo, prova a ricomporre i pezzi di una medaglia che non ruota più su se stessa ma i romantici e gli ottimisti di tale medaglia si godo questa faccia qua. Anche se è la più ammaccata.
Si è rivisto il Sarri brillante come pochi davanti ai microfoni, interessante e coinvolgente seppur disincantato. Quando parla di pallone e dintorni, però, la scintilla negli occhi infiamma la sua anima: così torna ad incantare, a far innamorare di questo gioco, sport o come cavolo vi va di chiamarlo. "Io mi diverto ad allenare e se mi diverto io finisce che si diverte anche la squadra. E se si diverte la squadra si diverte anche il pubblico e allora tutto assume un significato". É tornato - cancellandola - anche sulla famosa "partita persa in albergo": lo ha spiegato a chi ancora crede alla favola, e ha pure aggiunto che alcuni calciatori del Napoli piangevano, come del resto vi abbiamo sempre raccontato. Certo, è un controsenso perché - come Higuain - poi alla Juve ci è andato, si è fatto ipnotizzare e convincere dai soldi e dal potere. Tuttavia Inter-Juve resta una partita "dubbia" e lo sa bene (tanto è vero che lo ha fatto capire a modo suo). Come sa bene che approdare alla Juve, conto in banca e scudetto nemmeno festeggiato a parte, è stato un errore. Ha inoltre detto che tra Chelsea e Juventus si è divertito di più a... Napoli e che a luglio, cioè ora, sarebbe anche tornato. De Laurentiis ha pensato ancora a lui, a gennaio.. Poi ha preferito Spalletti. E allora viva Spalletti e a Sarri non auguriamo nulla di nulla. Tuttavia diciamo pure "bentornato Don Maurizio", ovvero C'era Guevara, come lo chiama Roberto Beccantini, il quale sarà costretto a trovargli un altro nome. La reazione dei tifosi partenopei la si può leggere sui vari social e dai sondaggi. Lo spaccato che ne viene fuori è questo: i tifosi del Napoli lo avrebbero accolto ancora, con fiducia, perdonandolo. Ma a metà. Perché i tifosi hanno capito come funziona il calcio moderno, ma non dimenticano nulla.








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