Sampdoria nei guai, rischia di sparire dal calcio professionistico

Sono giorni delicati per il club ligure che sul campo è retrocesso in Serie B. Ora, però, ci sono rischi peggiori e servono tanti soldi.
Giorni decisivi per il futuro della Sampdoria. Già retrocessa sul campo in Serie B con largo anticipo, la formazione ligure rischia di sparire dal calcio professionistico se in queste settimane che ci separano dalla fine della stagione sportiva non dovessero essere saldate tutte le spettanze e scadenze che il club si troverà di fronte. Si parte subito entro la fine di maggio. In prima chiamata il 26 e il seconda il 29 di maggio, è stata convocata l'Assemblea degli Azionisti dal CDa con all'ordine del giorno la ricapitalizzazione del club per poter garantire alla società una continuità aziendale. Il 30 maggio - scrive Tuttomercatoweb - sarà la data entro cui serviranno 13 milioni di stipendi per i giocatori tesserati e a quelli partiti entro la fine di gennaio, poi entro il 20 altri 7 per le mensilità di aprile e maggio. C'è anche la rateizzazione dell'Irpef: il club ha usufruito della suddivisione del debito e saltare la scadenza porterebbe la perdita del beneficio e l'obbligo di pagare i 25 milioni in una tranche unica. Il 20 giugno, di cui sopra, è anche la data ultima per potersi iscrivere al campionato.
L'Avvocato Eugenio Bissocoli è stato il regista della composizione negoziata del debito e per ristrutturarlo, in modo da essere appetibili per il nuovo rifinanziatore, la strategia è questa. Trattativa con le banche per posporre il credito Sace alla scadenza. Il resto del debito stralciato al 70% per ridurre la massa debitoria a circa 90 milioni. In questo modo l'acquirente, nella fattispecie il finanziere londinese Alessandro Barnaba col fondo Merlyn Partners, dovrebbero ricapitalizzare i 35 milioni di euro qualora l'attuale proprietario Massimo Ferrero non dovesse farlo nelle prossime due Assemblee degli Azionisti.
Quel che risulta anche da fonti verificate da Tuttomercatoweb.com è che l'interesse di Barnaba è concreto e che il ventilato ticket con l'ex proprietario Edoardo Garrone sarebbe forte. Servono però 35 milioni di euro subito, l'alternativa è presentare nelle prossime assemblee un piano con un'ulteriore deadline 'ultima' ovvero il 20 giugno (termine ultimo per l'iscrizione ai campionati) che porterebbe però a una possibile penalizzazione per il Doria nella prossima stagione. Ovviamente in tutto questo, Ferrero (come non ha fatto finora) non dovrebbe ricapitalizzare il club (se per assurdo visto il percorso finora dovesse farlo, salverebbe per questa stagione la Sampdoria ma sempre con un debito da saldare). Inoltre, serviranno anche i soldi per la gestione del club in B il prossimo anno e un piano anche per saldare i debiti ristrutturati secondo il piano di Bissocoli.
Ferrero e lo strano caso dello stemma
Se il 26, il 29 magio o al più tardi entro il 20 giugno dovessero arrivare i soldi della ricapitalizzazione, poi la Sampdoria dovrà affrontare anche un'altra questione futura. Certo, non tale e quale alla salvezza o al fallimento del club, ma di altrettanto valore per i tifosi. Il 'Baciccia', ovvero il marinaio simbolo del club, che è di proprietà dello stesso Ferrero. Se il compratore di Sampdoria volesse anche il marchio dovrebbe infatti trattare anche con Gianluca Vidal, il trustee, e la famiglia Ferrero. Il Doria infatti non è proprietario del Baciccia ma ha versato 3 milioni di euro (poi 2, ridotto durante il Covid) a Sport Spettacolo Holding e a sua volta la stessa SSH ha saldato a rate il lease back con Banca Intesa.






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