Sampdoria, Massimo Ferrero prelevò 9 milioni dalle casse del club

Tante le operazioni che fanno storcere il naso ai tifosi blucerchiati. L'ormai ex presidente, come scrive La Gazzetta dello Sport, usava la Samp come "bancomat".
Nel corso di un'inchiesta de La Gazzetta dello Sport, emerge che l'ex presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, ha "prelevato" dalle casse societarie una somma vicina ai 9 milioni di euro. Nel 2015 la Eleven Finance (società dello stesso Ferrero su cui attualmente pende istanza di fallimento) viene individuata dalla Sampdoria come general contractor per i lavori di Bogliasco. La società di Ferrero - si legge - ha un compito di "coordinamento e gestione delle attività di finanziamento, progettazione, attuazione e sviluppo dell'iniziativa immobiliare", lautamente remunerata con un compenso da 1,1 milioni pagato da Corte Lambruschini, attraverso la holding Sport Spettacolo, all'altra società di Ferrero.
La vicenda aveva richiamato l'attenzione del Tribunale di Roma, poi Ferrero fu prosciolto dal Gup nel 2018 per difetto di querela. Questo, però, è soltanto uno dei prelievi effettuati. Tante le operazioni che fanno riflettere. Alla fine, l'estratto conto per la Sampdoria segna un -9 milioni a favore di Ferrero. Gran parte (6 milioni) arrivano da stipendi, 1 milione da dividendi, 1 milione per i lavori a Bogliasco e un altro ancora formato da acquisizione quote societarie e prestiti. I conti della squadra intanto sono in sofferenza: la posizione finanziaria netta, al 31 dicembre 2020, evidenziava un negativo di 59 milioni.








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