Roma-Napoli, pagelle: Osupermhen, gol da fenomeno! 8 a Kim, c'è un 10. Bel gesto di De Laurentiis

Spalletti demolisce il muro che alza Mourinho con letture perfette tra scelte iniziali e cambi. Osimhen realizza un gol da cineteca, degno di Careca.
Dopo aver battuto la Lazio lo scorso 3 settembre (1-2 il finale), il Napoli sbanca ancora l’Olimpico imponendosi sulla Roma. La squadra azzurra continua dunque la sua serie magica con l’undicesima vittoria di fila tra campionato e Champions League. Spalletti preferisce la fisicità di Olivera al sinistro raffinato di Mario Rui e in attacco sceglie la profondità di Lozano e Osimhen. E le sue letture si rivelano perfette. La formazione partenopea, infatti, porta a casa i tre punti grazie proprio ad una perla del bomber nigeriano abile nel trovare il guizzo che manda in frantumi il catenaccio di Mourinho: gol da posizione impossibile che riporta alla mente prodezze del repertorio di Careca e Van Basten. Dopo un primo tempo molto equilibrato e terminato 0-0, il tecnico di Certaldo inserisce Elmas per uno stanco Ndombele (pimpante nel primo tempo, conquista pure un rigore poi cancellato da Irrati al monitor), poi Gaetano e Politano.
Mourinho risponde con Belotti al posto di uno spuntato Abraham e nel finale con El Shaarawy per Mancini, Viña per Karsdorp, Matic in luogo di Camara e Shomurodov per Spinazzola. Gli ospiti mostrano un quasi totale controllo della partita, con Meret mai impegnato. La Roma ci mette solo tanta foga e interventi duri. All’80, come detto, il gol partita di Osimhen (che qualche minuto prima ne aveva divorato un altro). Il Napoli sale a quota 29 punti ed è solo in testa alla classifica di Serie A, a +3 dal Milan secondo. Le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: sv. A fine partita, mortificato, per evitare lo scandalo, si è presentato al botteghino per pagare un biglietto da spettatore privilegiato. La Roma non tira mai in porta e lui si limita ad osservare e a toccare qualche pallone per dare un senso alla sua gita culturale.
Di Lorenzo: 6,5. Prestazione da campione navigato che nulla concede prima di affacciarsi in avanti per rompere le linee giallorosse accompagnando la manovra.
Kim: 8. Cancella letteralmente Abraham prima e Belotti poi: in cielo, in terra e in ogni dove. I duelli non li vince, li evita giocando d’anticipo. E quando proprio deve misurarsi svetta con grande nonchalance e mano in tasca (che non c’è nei pantaloncini, dunque immaginatela).
Juan Jesus: 6,5. Abraham finisce bloccato nell’imbuto che il brasiliano crea con Kim: l’attaccante giallorosso non filtra. Ha sui piedi un pallone facile facile per portare il Napoli in vantaggio: svirgola e mette a lato da bravo difensore.
Olivera: 7. Una delle mosse vincenti di Spalletti: uruguaiano preferito a Mario Rui per questioni fisiche e risultato eccellente. Contiene e spinge in appoggio a Kvaratskhelia. Zaniolo gli scappa una sola volta e spende bene fallo e cartellino.
Ndombele: 6. Il gioco delle tre carte in area e un calcio di rigore prima concesso e poi cancellato dallo stesso Irrati dopo il controllo al monitor. Prima di questo episodio, tante incursioni in avanti e qualche affanno di troppo in contenimento, giallo compreso per gioco pericoloso. E’ ancora lontano da una forma accettabile per reggere più minuti. Dal 56' Elmas: 6. Vivo pimpante e sfortunato ad un passo dal gol quando Smalling si immola e gli nega il gol. Tanto dinamismo e i soliti evitabili errori in possesso.
Lobotka: 6,5. Come ci si aspettava, Mourinho costruisce ragnatele per arginare lui e Kvaratskhelia, ovvero le fonti principali del Napoli. Nonostante i morsi di Camara e Cristante galleggia con intelligenza con e senza palla tra lotta e costruzione.
Zielinski: 6,5. Mourinho chiude tutti i varchi e anche la sua intesa con Kvaratskhelia ne risente. E’ lui ad alzare la diga nell’unica vera occasione della Roma: avversario stoppato al momento del tiro e contropiede azionato. Ci prova dalla distanza, ma è soprattutto senza palla che si vede il suo lavoro. Prezioso. Dal 75' Gaetano: 6+. Spalletti lo inserisce nel momento clou della sfida e lui gestisce a testa alta emozioni e letture dimostrando di poter dare il suo contributo. Si perde un taglio di Kvaratskhelia a sinistra, ma nel complesso sbaglia poco.
Lozano: 7-. Una scheggia impazzita che perfora la Roma sui fianchi. Il meno accanto al 7 è per l’inutile cartellino giallo che rimedia per proteste. I giallorossi usano anche le cattive per arginarlo, ma non sempre ci riescono. Sfiora il gol con un missile diretto all’incrocio: Rui Patricio si supera. Dal 75' Politano: 7. L’autostrada che disegna in un battito di ciglia per far correre Osimhen verso la gloria, vale il prezzo del biglietto.
Osimhen: 8,5. Fa reparto da solo, crea sponde mobili, in cielo e in terra, si abbassa per lottare, pressa i primi portatori di palla ed è sempre il primo a scattare in profondità: una forza della natura. Non ruba l’occhio sul piano estetico e non ha sempre l'istinto killer? Questione di gusti ed è vero che gli può capitare di sbagliare gol apparentemente semplici, ma la sua generosità in campo merita lodi a prescindere. Se poi trova anche la rete risolutiva, da posizione impossibile, con una miscela esplosiva dal sapore di Careca e Van Basten (sportellate con l’armadio Smalling comprese), cosa gli volete dire di più oltre ad un grazie per aver consegnato una perla alla storia del calcio italiano? Osupermhen (copyright, riproduzione non consentita).
Kvarastskhelia: 7. Che può essere tranquillamente 8, 9 o anche 10. Motivo? La consapevolezza. Questo ragazzo sa quanto è forte e così entra ed esce dalla partita con grande lucidità da scacchista navigato. Lui non forza la gabbia per uscire sprecando energie inutili, preferisce la meditazione per attivare la bilocazione. Non reagisce alle provocazioni, ma non per questo lascia fare. Quando vuole semina il panico e sa anche giocare con i secondi per difendere il vantaggio. Futuro fuoriclasse? No, lo è già. E non da oggi.
All. Spalletti: 8. Undicesimo successo consecutivo tra campionato e Champions: è nella storia del Napoli. Sceglie la fisicità di Olivera e non il sinistro raffinato di Mario Rui, preferisce la profondità di Osimhen e Lozano alla tecnica di Poltiano e Raspadori. Poi lancia nella mischia anche Gaetano. Letture tutte perfette e altri 3 punti conquistati. "Vuoi aggiungere qualcosa?", direbbe Totò. "Senza nulla a pretendere...", risponderebbe Peppino.
10 al pubblico napoletano presente all’Olimpico e a De Laurentiis che va a salutare e ringraziare la squadra negli spogliatoi: un bel gesto del presidente, che sta lasciando la scena a squadra e allenatore.








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