RETROSCENA - "A Firenze clima pessimo, offeso San Gennaro. La reazione dei napoletani conferma..."

"Che pietà che fa questo popolo gigliato, badate non gli ultras ma tutti i presenti al Franchi, quelli che occupavano le gradinate di ogni settore, VIP compresi".
Gira su facebook il post di un tifoso del Napoli, Luca Cinque, che ieri era al Franchi di Firenze: "E' ufficiale, con tutte le grinze, con tutte le negatività che abbiamo abbiamo, siamo il popolo più bello al mondo. Nella civil Firenze ci hanno accolto nel peggiore dei modi. Al solito hanno inneggiato al Vesuvio, ci hanno dato del coleroso, hanno invitato a lavarci per la puzza che le loro narici percepiscono arrivando a canticchiare finanche San Gennaro pezzo di merda (mi vergogno per loro anche a riportarne la notizia)".
"Reazione? Non abbiamo raccolto, siamo stati lì tranquilli ad ascoltarli con le braccia che cadevano sempre più giù davanti alla becera ignoranza di coloro che popolano la decantata culla della civiltà.
Calcisticamente parlando, nonostante l'accesa rivalità che hanno con con la juve, patria del malaffare calcistico e non, si sono affiliati a quella mafia dopo l'ennesima indecenza cui l'Italia intera ha assistito sabato sera e noi sempre lì costernati davanti a tanta povertà.
Che pietà che fa questo popolo gigliato, badate non gli ultras ma tutti i presenti al Franchi, quelli che occupavano le gradinate di ogni settore, VIP compresi.
Calcisticamente in questo torneo sono indietro la bellezza di trenta punti, un'eternità, con la vittoria di ieri hanno semplicemente messo tre punti nel tabellino senza raggiungere il benchè minimo traguardo, eppure hanno festeggianto con i reiterati insulti al nostro riguardo.
Questa è la risposta del popolo gigliato agli applausi che abbiamo tributato a più riprese alla memoria del loro capitano ahinoi prematuramente scomparso, questa la loro energia questa la loro forza...
Sul campo abbiamo meritatamente perso, nulla da eccepire.
La nostra unica reazione a questa triste parentesi? Il tributare la riconoscenza ai ragazzi in lacrime, un lungo applauso e cori di sostegno a quei giovanotti che hanno percepito il valore della maglia azzurra, non una semplice divisa ma una seconda pelle.
Ragazzi, atleti che vengono da altri mondi, col tempo divenuti partenopei nell'animo e che per ogni napoletano autentico, quello con il sangue che gli ribolle nelle vene come la lava del Vesuvio, rappresentano la città, non una squadra di calcio.
Ebbene, quando si torna da una trasferta con una sconfitta si rientra con il morale a pezzi, stavolta, nonostante si è perso più di una semplice gara, passata la sbornia a caldo abbiamo la vigoria di un leone ferito di striscio, pronti a rialzare la testa, a sfidare chiunque con fierezza pronti alla prossima battaglia.
Per noi vale sempre la pena.
Chiudo con un passo retorico che retorica non è, scomodo Mogol soprattutto per te che non sei napoletano specialmente se sei nato in questa terra ma sei tutt'altro che partenopeo...
Capire tu noi puoi, tu chiamale se vuoi EMOZIONI!!!".







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