Quel pensiero autolesionista che non fa bene al Napoli. E che Spalletti conosce bene

I calciatori azzurri devono ricordarsi più spesso di essere i campioni d'Italia in carica e che sono gli altri a doversi preoccupare.
Qual è l'obiettivo del Napoli in questa stagione? Se lo chiedete a Rudi Garcia, tecnico dei partenopei, la risposta sarà "centrare la qualificazione alla prossima Champions League". Evidentemente è quanto gli ha chiesto il club del presidente Aurelio De Laurentiis. Tuttavia è un pensiero autolesionista e molto provinciale. La squadra a disposizione del mister francese è quasi la stessa che ha stracciato l'ultimo campionato: sono andati via Kim e Lozano, ma sono arrivati Natan, Cajuste e Lindstrom. Certo, è cambiata la guida tecnica, è andato via il direttore sportivo che era qui da 8 anni, ma la sostanza non è molto diversa e dunque l'obiettivo non può essere solo arrivare tra le prime quattro.
Nessuno parla di "obbligo" di vincere un altro scudetto, ma sarebbe peccato mortale non provarci con tutte le proprie forze solo perché sarà sufficiente giocare ancora la Coppa più importante d'Europa per sentirsi appagati. Il Napoli è forte, completo in ogni ruolo, e si permette anche il "lusso" di non dare lo spazio ad alcuni calciatori che senza dubbio lo meriterebbero. E poi Juventus, Inter e Milan non hanno fatto campagne acquisti faraoniche tali da potersi garantire il favore del pronostico... tutt'altro.
Dunque perché bisognerebbe arrendersi all'idea che le due milanesi e la Vecchia Signora hanno più chance di vincere il tricolore? Secondo quale logica? I calciatori devono innanzitutto ricordare a loro stessi, ogni giorno, che sono i campioni d'Italia, così verrà più facile convincersi che si può e si deve provare a fare lo storico bis. Anche Spalletti, dopo il primo anno di gestione in cui si qualificò per la Champions (obiettivo del club), capì che non era bastato per evitare le critiche vista la fame dei tifosi che avevano accarezzato a lungo il sogno di vincere lo scudetto. Che è arrivato l'anno dopo.






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